Affido familiare: l’incontro tra un’adolescente e una professionista affermata. E nasce una famiglia

Michela ha 16 anni quando viene affidata a Giovanna, donna single avvicinatasi al mondo dell’affido familiare. Dall’incontro nasce una storia di aiuto reciproco, speranza e apertura verso una vita adulta serena e responsabile

Michela aveva 16 anni e, all’età di 13 anni, era stata allontanata dalla sua famiglia d’origine con decreto del giudice del Tribunale per i Minorenni. Il motivo era la grave inadeguatezza genitoriale della madre e la violenza paterna, sia psicologica sia fisica, nei confronti della donna.
Michela, figlia unica, era stata collocata in comunità e si avviava al compimento della maggiore età nella condizione di ospite della stessa.
lei, però, non ci stava! E per questo chiedeva con insistenza all’assistente sociale del servizio di riferimento di trovarle una famiglia: il suo desiderio era di assaporare davvero, finalmente, il calore delle relazioni familiari. Non voleva diventare grande nella privazione di questo bene.

L’apertura all’accoglienza

Al capo opposto di questa storia, c’era Giovanna, una donna single, con un’ottima posizione lavorativa e la responsabilità di un numero significativo di collaboratori, che si era avvicinata al mondo dell’affido. Viveva in una bella casa, in posizione semicentrale e sentiva, nella sua indipendenza, di avere nella propria vita spazio, sia fisico sia, soprattutto, affettivo, per occuparsi da vicino di una ragazza in difficoltà. Fin dall’inizio aveva pensato all’accoglienza temporanea di un’adolescente.
Ed è a questo punto che le due vicende si incontrano, perché, dopo una formazione durata alcuni mesi, a Giovanna fu proposta l’accoglienza di Michela, con un progetto di affido familiare a tempo pieno.
Da subito, la convivenza tra la ragazza e la donna non presentò particolari problemi: i loro caratteri si integrarono bene e, pian piano, Michela imparò a stimare e a fidarsi di Giovanna, vedendo in lei una donna adulta, equilibrata e realizzata.

Due storie che si incontrano

Giovanna, da parte sua, riuscì ad accettare anche i lati di Michela che le piacevano meno e a costruire con lei una relazione basata sia su alcune regole necessarie sia su una forte componente affettiva.
Col tempo, imparò ad amarla profondamente.
Mentre era in comunità, Michela aveva iniziato con serietà e impegno una scuola di estetista. Durante l’affido ha terminato il percorso e ha poi trovato lavoro in una grande catena alberghiera. Tutt’ora è impiegata qui e si sposta tra diverse località per le stagioni.
Grazie a una base sicura, ha potuto iniziare a esplorare il mondo.

La situazione, oggi

Oggi Michela ha più di vent’anni, è serena ed è diventata brava nel suo mestiere; tra una stagione e l’altra torna ancora a stare a casa di Giovanna, diventata per le la figura adulta di riferimento.
Una figura che, in tutto questo tempo, non è mai rimasta da sola, ma è sempre stata aiutata e accompagnata dalle figure professionali dell’educatrice, della psicologa e dell’assistente sociale. Inoltre, aspetto non secondario, ha sempre partecipato alle riunioni del gruppo delle famiglie affidatarie, dove ha avuto modo di conoscere e frequentare Silvia e Giuliana, altre due donne della sua età, entrambe manager in importanti multinazionali, che stavano accogliendo a loro volta due ragazze adolescenti, Vittoria e Lorenza. Le tre donne hanno creato tra loro un forte legame, sostenendosi e accompagnandosi reciprocamente: insieme hanno guidato le loro ragazze verso una vita adulta più serena, responsabile e consapevole.

Informazioni e richieste sull’affido familiare

Se anche tu vuoi essere una risorsa per un bambino in difficoltà, vuoi approfondire la conoscenza dell’affido familiare e riflettere sulla disponibilità a intraprendere questo percorso, puoi partecipare agli incontri organizzati da Amici dei Bambini
Tutte le informazioni si trovano alla pagina dedicata del sito.