Stop al telemarketing su luce e gas, ma spuntano già i primi espedienti

Fatta la norma, dopo pochi giorni sono già arrivate a Federconsumatori le prime segnalazioni 

 Dal 19 giugno è in vigore lo stop alle telefonate commerciali e all’invio di messaggi che abbiano come obiettivo la proposta o la conclusione di contratti di fornitura di luce e gas. I contratti conclusi in violazione di tale divieto sono da considerare nulli.

Il legislatore ha così ha introdotto il divieto di effettuare promozioni nel settore gas e energia via telefono o sms, tranne in due specifici casi:

che il consumatore abbia richiesto direttamente il contatto al professionista “anche attraverso interfaccia informatica”; che il consumatore sia già cliente e abbia  espresso esplicitamente il consenso a ricevere offerte commerciali.

Attenzione: come sottolinea l’art. 51 del Codice del Consumo, sarà onere del professionista dimostrare la validità del contatto! Il legislatore specifica inoltre che telefonate e messaggi dovranno avvenire da numerazioni telefoniche che lo identifichino univocamente.

Fatta la norma… trovato l’inganno… oppure no?

Fatta la norma, dopo pochi giorni sono già arrivate a Federconsumatori le prime segnalazioni di possibili pratiche scorrette. Secondo quanto riportato dall’associazione, l’espediente consisterebbe nel ricevere una breve chiamata da un numero italiano che si interrompe quasi subito. Pensando si tratti di un conoscente o un numero di lavoro, il consumatore è così propenso a richiamare per poi accorgersi che, dall’altra parte, c’è una società di vendita di energia pronta a proporgli un’offerta commerciale.

Cosa fare?

Come comportarsi nel caso che richiamando un numero telefonico non in rubrica ci si accorga che si tratta di una proposta commerciale? È nuovamente Federconsumatori a fornire qualche suggerimento: attaccare subito e non dare seguito ad alcuna richiesta, segnalando all’associazione i numeri da cui si venga contattati.

A cura della redazione di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.
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