Adozione internazionale: il risultato di una scelta consapevole e non un ripiego

Bisogna riportare in primo piano il diritto e il bisogno di un bambino a crescere in una famiglia e non il presunto diritto di avere un figlio

Oggi vogliamo condividere con voi alcune riflessioni che prendono spunto da un lungo sfogo di una potenziale coppia adottiva giunto alla nostra redazione. Gli aspiranti genitori si lamentano delle lunghe tempistiche, dei ritardi, dei cavilli, dei disservizi, che una coppia desiderosa di adottare incontra sul suo cammino e che ritardano il diritto dei bambini ad avere una famiglia.

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C’è un argomento citato nella lettera che ci sta maggiormente a cuore ed è la visione dell’adozione come ultima spiaggia, come ultima alternativa alla sterilità e al fallimento delle procedure medicalmente assistite, le cosiddette PMA.

L’adozione è una scelta e non l’ultima spiaggia

 In un passaggio della lettera si legge: “Non sarebbe più bello se le coppie ricevessero il suggerimento (ndr. in merito all’opportunità di adottare) la guida e l’accompagnamento degli stessi ginecologi, consultori, ospedali che le hanno seguite fino ad allora?”

Si, sarebbe bello, ma perché ciò avvenga – pensiamo noi- deve cambiare la cultura dell’adozione. L’adozione deve essere finalmente considerata il risultato di una scelta consapevole e non un ripiego. Questa visione avrebbe anche il pregio di riportare in primo piano il diritto e il bisogno di un bambino a crescere in una famiglia (il famoso supremo interesse del minore) e non il presunto diritto ad avere un figlio.

 Informazione e formazione

Un altro tema scottante riportato nella lettera, su cui si è già più volte dibattuto, è quello della selezione delle aspiranti coppie adottive.

Riteniamo che di base sia corretto il concetto che occorra accompagnare, più che selezionare le coppie, ma questo processo andrebbe fatto in sinergia tra tutti coloro che si occupano di adozione, a partire da Servizi sociali e arrivando agli Enti. Ognuno ha una propria specificità che deve essere messa al servizio degli aspiranti genitori adottivi, per il bene del bambino da adottare e della famiglia intera che si forma, perché i fallimenti adottivi esistono, non possiamo negarlo, le difficoltà nel percorso post-adottivo anche, quindi la formazione è necessaria, così come è pertinente un eventuale invito a fermarsi, laddove non si intravedano le condizioni minime per portare a termine un’adozione, soprattutto a livello internazionale.

Non basta informarsi, bisogna formarsi, prepararsi nel migliore dei modi. Sappiamo che la psicologia non è una scienza esatta e teniamo pure in considerazione che i professionisti, in quanto esseri umani, hanno la loro soggettività, ma talvolta sono proprio i piccoli segnali all’interno delle dinamiche di coppia a rivelare alcune difficoltà di cui non si può non tenere conto.

Riteniamo che sia la coppia stessa a dover mostrare il desiderio di formarsi costantemente. L’amore può fare davvero molto, ma solo se usato come “condimento” di ogni azione, non come sostituto. È innegabile che i bambini che giungono in adozione ai nostri giorni abbiano un profilo più delicato e più complesso, pertanto bisogna prepararsi al meglio e nel caso, avere la forza e l’umiltà di capire che talvolta l’adozione non è il percorso adeguato alla propria famiglia.

Concordiamo infine che troppo spesso questi percorsi siano lunghissimi e non realmente rispettosi del bene superiore del bambino.

Vogliamo però lasciarvi con un’ultima riflessione:  il bene superiore dei bambini non decade quando essi raggiungono i 9, 10 anni e oltre. Forse dovremmo concentrarci di più su questo aspetto e offrire anche ai “bambini grandi” la possibilità di avere una propria famiglia.

A cura del team di Adozione Internazionale di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.
Dal 1983 al fianco dei minori in difficoltà, Ai.Bi. promuove la tutela dei loro diritti, la diffusione di contenuti informativi utili per giovani, minori e famiglie, e la sensibilizzazione sociale.

Informazioni e domande sull’adozione internazionale

Chi sta considerando un’adozione internazionale o semplicemente desidera avere maggiori informazioni su questi temi, può contattare l’ufficio adozioni di Ai.Bi. scrivendo un’e-mail a adozioni@aibi.it.
Ai.Bi. organizza periodicamente anche dei corsi pensati per dare alle coppie che si avvicinano per la prima volta al mondo dell’adozione, dando loro le nozioni base sulla normativa di riferimento, le procedure da espletare, la presentazione della domanda di idoneità, ecc. A questo link si possono trovare tutte le informazioni relative al prossimo corso online “Primi passi nel mondo dell’Adozione Internazionale”.

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