Adozione Internazionale. È ora di creare funzionari d’ambasciata esperti di adozione

La proposta di Ai.Bi. Amici dei Bambini per la creazione di un funzionario di ambasciata esperto di adozione internazionale, punto di riferimento per le coppie all’estero e “facilitatore” dei rapporti tra Paesi d’origine ed Enti Autorizzati

Il sistema delle adozioni internazionali necessita di innovazioni strutturali e concrete per affrontare il rilancio del settore e rispondere in modo efficace all’emergenza umanitaria dell’abbandono. Tra le proposte avanzate da Ai.Bi. Amici dei Bambini nel documento “Adozione internazionale e natalità – Proposte per un rilancio”, spicca l’istituzione di una figura considerata strategica: un funzionario di ambasciata esperto, addetto all’adozione internazionale (o attaché all’adozione internazionale).
La proposta mira a inserire stabilmente questo ruolo specializzato presso le rappresentanze diplomatiche italiane nei Paesi partner in cui l’Italia opera per la cooperazione e l’adozione.

Adozione come interesse nazionale

“Da sempre Ai.Bi. ritiene che le adozioni internazionali debbano entrare nelle agende delle relazioni internazionali e della politica estera – dice il presidente della Fondazione Marco Griffini – La nomina di una simile figura diplomatica comporterebbe una svolta cruciale, tanto per l’Italia quanto per i Paesi d’origine dei minori. In tal modo, l’accoglienza in famiglia di minori stranieri, che con l’adozione diventano immediatamente cittadini italiani, cessa di essere considerata un interesse puramente personale della coppia di genitori, per essere riconosciuta a tutti gli effetti come un interesse nazionale da salvaguardare”.

Coinvolgimento nelle politiche di sviluppo

Secondo Ai.Bi. la presenza di un funzionario con queste competenze sarebbe un vantaggio anche per il Paese d’origine, in quanto una delle conseguenze tangibili sarebbe il coinvolgimento diretto nelle politiche di sviluppo, attraverso progetti di cooperazione internazionale. Le adozioni insomma diventerebbero questione strategica delle azioni di cooperazione.
“Il funzionario svolgerebbe compiti operativi e di raccordo fondamentali, tra i quali mantenere i rapporti con le Autorità Centrali per l’adozione internazionale e le altre istituzioni preposte, garantire un contatto costante con la Commissione per le Adozioni Internazionali (CAI); mantenere le relazioni con i referenti locali degli Enti autorizzati, facilitando la risoluzione di eventuali problematiche legate all’accreditamento e alla gestione degli iter adottivi”, spiega Marzia Masiello, referente per Ai.Bi. delle Relazioni Istituzionali.
Inoltre sarebbe un punto di riferimento per le coppie adottive nel disbrigo delle pratiche burocratiche consolari. L’esperienza sul campo mostra infatti quanto il ruolo delle ambasciate sia vitale per le famiglie che devono trascorrere il primo periodo di affiatamento con il bambino nel suo Paese di origine.

L’esempio della Francia

Il modello proposto da Ai.Bi. trova peraltro parziali riscontri in Europa. In Francia, ad esempio, la Missione per l’Adozione Internazionale (MAI) realizza, con il supporto delle ambasciate, azioni di cooperazione nei Paesi d’origine a favore dei bambini privi di famiglia. Inoltre, i volontari internazionali presenti in alcuni contesti (ad esempio Costa d’Avorio, Haiti e Vietnam) contribuiscono ai progetti di tutela dell’infanzia e sostengono attivamente gli adottanti.

Un corso di formazione specifico

Per trasformare questa possibilità reale in un progetto concreto, Amici dei Bambini ETS – in collaborazione con la propria scuola di formazione FARIS – ha strutturato una specifica proposta formativa articolata in moduli.
I percorsi di formazione si rivolgono al personale MAECI – Ministero Affari esteri e Cooperazione italiana sia diplomatico sia amministrativo, adibito a mansioni consolari nei Paesi a maggiore flusso di minori adottati; al personale di aziende italiane all’estero che desideri operare come attivatore di rete e custodia delle famiglie. Il programma formativo affronta temi cruciali quali l’emergenza dell’abbandono minorile, le normative italiane e locali, il ruolo degli enti autorizzati, le buone prassi e la promozione della cultura dell’adozione.
L’attivazione di questa formazione è pensata per essere realizzata in sinergia con l’Unità per la Formazione del MAECI, la Scuola di Pubblica Amministrazione e il mondo aziendale.

A cura del team di Adozione Internazionale di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.
Dal 1983 al fianco dei minori in difficoltà, Ai.Bi. promuove la tutela dei loro diritti, la diffusione di contenuti informativi utili per giovani, minori e famiglie, e la sensibilizzazione sociale.

Informazioni e domande sull’adozione internazionale

Chi sta considerando un’adozione internazionale o semplicemente desidera avere maggiori informazioni su questi temi, può contattare l’ufficio adozioni di Ai.Bi. scrivendo un’e-mail a adozioni@aibi.it.
Ai.Bi. organizza periodicamente anche dei corsi pensati per dare alle coppie che si avvicinano per la prima volta al mondo dell’adozione, dando loro le nozioni base sulla normativa di riferimento, le procedure da espletare, la presentazione della domanda di idoneità, ecc. A questo link si possono trovare tutte le informazioni relative al prossimo corso online “Primi passi nel mondo dell’Adozione Internazionale”.