Lasciti testamentari. La casa e 160 milioni vanno ai frati: ma sono in lire e non si possono più convertire

La tesi dell’avv. Di Giovanni (Associazione Italia): “il termine iniziale dei dieci anni (per il cambio) decorre da quando il soggetto può far valere il proprio diritto”

La signora Silvana, venuta a mancare a 85 anni senza marito né figli, decide di devolvere tutti i suoi beni ai frati cappuccini. Quando i religiosi entrano nell’appartamento dell’anziana fanno un’incredibile scoperta: all’interno di un mobile sono conservati ben 160.728.000 ma non di euro, bensì di vecchie lire!

A raccontare la notizia è Pier Giorgio Ruggeri sull’edizione di Cremona del Giorno, città originaria della donna, anche se la vicenda si è svolta a Foggia, luogo dove si era trasferita.

Non è più possibile convertire le vecchie lire in euro

Ora la questione è che la Banca d’Italia non permette più di convertire le vecchie lire in euro poiché come si legge sul Giorno: “il termine ultimo per la conversione era fissato al 28 febbraio 2012 poi anticipato al 6 dicembre 2011 – anche se- il 7 ottobre 2015 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma, nella parte in cui disponeva l’anticipazione della prescrizione delle lire rispetto al termine originario. – Inoltre – il 21 gennaio 2016 il Ministero dell’Economia e delle Finanze, nel dare esecuzione alla sentenza della Corte Costituzionale, ha previsto l’onere di dimostrare di aver presentato la richiesta di cambio tra il 6 dicembre 2011 e il 28 febbraio 2012, specificandone l’importo”.

I frati cappuccini non si sono però persi d’animo e si sono rivolti ad Associazione Italia inoltrando una diffida legale per la conversione.

La tesi sostenuta dall’avvocato Francesco Di Giovanni di Associazione Italia e riportata al Giorno è infatti che “Anche se in Italia esiste una prescrizione decennale per l’esercizio dei diritti di credito, è altrettanto vero che il termine iniziale dei dieci anni decorre da quando il soggetto può far valere il proprio diritto. E nel caso dei frati Cappuccini la data di ritrovamento delle banconote risale a poco tempo fa”.

A cura dell’Ufficio Diritti di AiBi Amici dei Bambini ETS

Per informazioni sui lasciti solidali è possibile consultare la pagina dedicata del sito di Ai.Bi., scrivere alla mail lasciti@aibi.it o chiamare l’Ufficio l’Ufficio Diritti al numero 02.98822332.