Famiglia nel bosco: procedimento contro l’assistente sociale

Prosegue a colpi di denunce e ricorsi la vicenda della famiglia nel bosco. Ora arriva l’apertura di un fascicolo contro l’assistente sociale. Ma nello scontro tra schieramenti, ci sono tre bambini che aspettano di vivere la loro infanzia

La vicenda della “famiglia nel bosco” continua a tenere banco sui giornali e i siti italiani. Dopo la notizia dell’avvio del percorso che dovrebbe portare al ricongiungimento della famiglia, le ultime notizie parlano dell’apertura di un fascicolo da parte dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Abruzzo nei confronti dell’assistente sociale assegnata sin dall’inizio a questo caso.
Ancora una volta, però, i toni con i quali la notizia viene commentata dimostrano come la situazione sia ormai diventata una guerra tra schieramenti opposti, con buona pace di quel “maggiore interesse del minore” (in questo caso “dei minori”) che dovrebbe essere sempre e comunque il faro che guida ogni decisione.

Guerra di schieramenti

Ecco, allora, che se diversi giornali titolano che una nuova assistente sociale è stata assegnata al caso, l’avvocato difensore della prima assistente sociale precisa che,in realtà, la nuova assistente è stata “affiancata” allo staff. Inoltre – secondo quanto riporta il Corriere della Sera – il legale ha chiarito che il “procedimento è un’occasione per rispondere punto per punto e dimostrare che la mia assistita ha sempre operato in modo corretto e non ha mai espresso giudizi negativi o personali…”
Chiaramente di parere opposto gli ex avvocati della famiglia nel bosco che avevano depositato la denuncia (nel frattempo l’avvocato è cambiato) sottolineando come l’assistente sociale si presentasse come “il censore che in atti ufficiali destinati al carteggio processuale si scaglia contro metodi educativi ritenuti diversi e perciò solo sbagliati”.

Intanto di mezzo ci sono tre bambini…

Siamo, dunque, ancora una volta, a livello di pareri e opinioni, visto che anche il procedimento verso l’assistente sociale deve fare il suo corso.
Quello che fa specie è che si siano formati due schieramenti che, entrambi nel nome del presunto interesse dei bambini, si parlano attraverso denunce e provvedimenti di tribunali puntando, fomentati da altrettanti schieramenti ormai costituiti e compatti che sembrano voler “vincere una guerra” più che risolvere un problema e dare a tre bambini il futuro che meritano: il diritto di essere figli in una famiglia !

A cura della redazione di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.
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