bambini, la rimozione del manifesto anti-aborto a Roma per Gandolfini è "censura del libero pensiero"

Bambini. Sì alla vita, no alla morte: l’evento del senatore Pillon a Roma l’11 aprile, dopo la rimozione del manifesto pro-life

Non si sono fatte attendere, dopo la rimozione forzata effettuata dalla sindaca Raggi (M5S) e nonostante l’ok all’affissione di un grande manifesto fotografico contro l’aborto di Pro Vita a Roma. Una scelta ‘indotta’ dalle polemiche e le velate minacce della senatrice Cirinnà (PD), già protagonista della legge sulle unioni civili

La protesta di Massimo Gandolfini (Family Day): “Di questi tempi dire la verità può scandalizzare ma non è ammissibile alcuna censura del libero pensiero – espresso nel pieno rispetto della legge – senza che siano minati i cardini fondamentali dello Stato democratico”. Su questa scia l’on. Simone Pillon, che ha programmato una conferenza stampa congiunta con Pro Vita, in programma mercoledì 11 aprile alle ore 11 nella sala Nassirya del Senato

bambini, la rimozione del manifesto anti-aborto a Roma per Gandolfini è "censura del libero pensiero" Una decisione che indigna e stupisce, soprattutto perchè è stata presa dopo aver dato – in un primo momento – l’ok all’affissione del grande fotomanifesto anti-aborto, realizzato dall’associazione Pro Vita: è quella della sindaca di Roma, Virginia Raggi (M5S), che dopo le polemiche e gli ‘avvertimenti’ social di alcuni esponenti politici, tra cui la senatrice PD Monica Cirinnà, ha imposto la rimozione del maxi-cartellone. Motivazione presunta? La “violazione dei diritti civili”.

E la ‘colpa’? La spiega bene, in una nota, il leader del Family Day, Massimo Gandolfini: “A prescindere dalle sensibilità personali sui temi di natura etica, chiunque abbia a cuore la democrazia oggi dovrebbe essere seriamente indignato per l’avvenuta rimozione del manifesto di ProVita affisso a Roma, nel quale appariva l’immagine di un bambino di 11 settimane nel grembo della madre, corredata da semplici frasi che ricordano che un feto, già nelle prime settimane di vita, ha un cuore che batte e tutti gli organi presenti, e che tutti noi siamo qui perché la nostra mamma non ci ha abortito“.

Di questi tempi – prosegue Gandolfini – dire la verità può scandalizzare ma non è ammissibile alcuna censura del libero pensiero – espresso nel pieno rispetto della legge – senza che siano minati i cardini fondamentali dello Stato democratico. Tutti gli slogan presenti sul cartellone sono infatti corroborati da un’evidenza scientifica inconfutabile e non presentano toni offensivi o denigratori ai danni di qualsiasi tipo di categoria, persona, associazione o movimento. Si tratta di un messaggio di tipo educativo, teso a far prendere coscienza fino in fondo di cosa sia la realtà dell’aborto“.


Qui non stiamo parlando della possibilità di esprimere un giudizio sulla 194 – il che dovrebbe essere comunque consentito nell’ambito della libera circolazione delle idee – ma del sacrosanto diritto di poter informare le donne e le giovani generazioni sulle dolorose conseguenze psichiche e fisiche che comporta un’interruzione di gravidanza. Proibire che questo venga fatto su uno spazio privato ottenuto dietro regolare concessione e pagamento è un ignobile tentativo di nascondere la verità, degno delle peggiori ideologie totalitarie“, aggiunge il medico. Che chiosa: “Non si illuda l’amministrazione comunale: non basterà strappare un manifesto per silenziare la ragione e negare l’evidenza della verità. Soltanto chi vive di menzogna può avere paura di chi ricorda alle coscienze di tutti i cittadini che l’aborto è la soppressione di una vita innocente“.

Sulla stessa falsariga anche il commento del neo-senatore della Lega Simone Pillon: “Forse gli esponenti del Partito democratico dimenticano le regole della democrazia quando qualcuno esprime idee diverse dalle loro“.

Nel merito della polemica, Pillon aggiunge: “Vorrei ricordare alla gentile senatrice Cirinnà che a meno che lei non sia un’aliena, anche lei è stata embrione, e che se sua madre avesse proceduto ad aborto, lei oggi semplicemente non ci sarebbe. Quindi ci pensi bene quando parla di diritto delle donne e di rimozione dei manifesti PRO VITA. Esiste infatti il primario diritto dei figli a venire al mondo. E normalmente dovrebbe esser data preminenza al diritto dei bambini rispetto a quello degli adulti“.

Ecco perchè “mercoledì 11 aprile alle ore 11 alla sala Nassirya del Senato terremo una conferenza stampa congiunta con gli amici di PRO VITA per rilanciare il diritto dei minori a venire al mondo e il diritto di tutti noi attivisti pro-life a manifestare liberamente il nostro pensiero“, conclude il senatore.

Fonte: Difendiamoinostrifigli.it

Fonte: Lafedequotidiana.it