Caserta, domenica 26 febbraio. Con Eduardo De Filippo il teatro solidale diventa un mattoncino dell’ospedale pediatrico di Ai.Bi. in Siria

Eduardo-De-Filippo2Riuscirà Dante Alighieri, in versione suggeritore dei numeri vincenti del Lotto, ad aiutare i bambini siriani? Sì, se il pubblico accorrerà numeroso, domenica 26 febbraio, al Teatro Izzo di Caserta. Alle ore 20, infatti, sul palco di via Kennedy 42, andrà in scena la commedia “Sogno di una notte di mezza Sbornia”, il cui incasso sarà interamente devoluto ad Amici dei Bambini a sostegno del progetto Non lasciamoli soli. Il pubblico presente, quindi, potrà dare un contributo fondamentale alla costruzione del nuovo ospedale pediatrico che Ai.Bi. sta realizzando in Siria, per alleviare le sofferenze causate dalla guerra ai bambini di un Paese il cui sistema sanitario è ormai totalmente al collasso.

Mai come in questo caso la solidarietà avrà un risvolto divertente, assicurato dalla commedia scritta da Eduardo De Filippo e liberamente ispirata alla pièce “L’agonia di Schizzo” di Athos Setti.

Lo spettacolo racconta la storia di Pasquale Grifone che vive con la sua famiglia in una modesta abitazione. Una notte l’uomo riceve in sogno la visita nientemeno che di Dante Alighieri, che gli lascia due messaggi, uno positivo e l’altro negativo. Il sommo poeta suggerisce a Pasquale, annebbiato dai fumi dell’alcool, 4 numeri da giocare al Lotto. Al contempo, però, gli dice anche che proprio quei quattro numeri rappresentano anche la data della sua morte, che avverrà a breve. Qualche tempo dopo, i numeri indicati da Dante vengono effettivamente estratti e Pasquale vince una ricca somma di denaro, grazie al quale la famiglia può trasferirsi in un costoso appartamento e iniziare a vivere come dei gran signori. Tuttavia, la felicità della famiglia, e in particolare della moglie Filomena, è offuscata dal dubbio che anche la predizione sulla morte di Pasquale fosse giusta. L’uomo non riesce quindi a gioire del nuovo stile di vita, terrorizzato com’è dalla sua “imminente” morte. Nonostante sua moglie e i suoi figli Arturo e Gina cerchino di spazzare via quella che considerano una sciocca superstizione.


Arriva il giorno annunciato da Dante. La famiglia Grifone si veste a lutto, convinta che siano gli ultimi momenti di vita di Pasquale che sostiene di sentirsi molto male. La sua morte è annunciata per le ore 13. Proprio in quel momento Pasquale sviene preso dal terrore e viene considerato morto. Arriva il medico che si rende conto che il capofamiglia è invece vivo e vegeto. Ma i Grifone hanno guardato male l’orario: alle 13 mancano ancora 5 minuti.