Repubblica Democratica del Congo. Le proteste a Goma contro la MONUSCO: 43 morti e 158 arresti

A Goma, una protesta contro la Missione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione del Congo (MONUSCO) degenera in violenza con 43 morti e 56 feriti, tra cui alcuni bambini

La città di Goma, nella Repubblica Democratica del Congo, è stata teatro di violente proteste contro la Missione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione del Congo (MONUSCO), accusata di inerzia di fronte alla situazione di guerra e di insicurezza che affligge l’est del Paese da oltre vent’anni.

Gli organizzatori della protesta

Le proteste sono state organizzate dalla “La Foi Naturelle Judaïque Messianique vers les Nations” (FNJMN) / Agano La Uwezo Wa Neno/Wazalendo”, guidata da Ephraim Bisimwa, che si ispira alla figura di Patrice Lumumba, il leader nazionalista assassinato nel 1961, che chiede inequivocabilmente la partenza della MONUSCO (Missione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione del Congo).

Le vittime della protesta

La manifestazione, che era stata vietata dalle autorità locali, ha avuto luogo mercoledì 30 agosto e ha visto la partecipazione di migliaia di persone.
La situazione è degenerata quando un agente di polizia è stato lapidato dalla folla e la sua arma è stata rubata.
Le forze dell’ordine sono intervenute con durezza, sparando a vista sui manifestanti. Il bilancio ufficiale è di 43 morti e 56 feriti, tra cui alcuni bambini.
Il governo congolese ha espresso il proprio cordoglio per le vittime e ha annunciato l’apertura di un’inchiesta da parte della Procura militare.
Ephraïm Bisimwa è tra le 158 persone arrestate e dovrà affrontare un processo in flagranza di reato. Il governo ha ribadito che non tollererà alcuna forma di violenza e di impunità.