Marocco. Sostegno psicologico ai bambini abbandonati: fondamentale per crescita e sviluppo

Troppo spesso sottovalutato, il sostegno psicologico è fondamentale per accompagnare i bambini abbandonati o a rischio abbandono verso una crescita e uno sviluppo positivi

La situazione dei bambini in Marocco non ha mai smesso di essere una delle principali preoccupazione per le autorità, il governo, la società civile e le ONG che operano nel Paese. Tra le quali, da ormai diversi anni, c’è anche Ai.Bi., che collabora con successo con i partner locali Fondazione Rita Zniber e Pionniers du Changement du Développement et la Culture.
Proprio a dimostrazione di questa attenzione, nel progetto “Insieme per l’infanzia” finanziato dalla UE, Ai.Bi. ha predisposto una serie di iniziative importanti per garantire una migliore protezione e presa a carico dei minori abbandonati e a rischio di abbandono accolti negli istituti di protezione dell’infanzia nelle regioni di Fes e Meknes.

L’importanza del sostegno psicologico per i bambini negli orfanotrofi

Oltre alla realizzazione di attività ludiche, sportive, di sostegno scolastico, o di formazione, il progetto provvede a garantire la presenza di varie figure che appoggino l’equipe già presente nella presa in carico quotidiana dei beneficiari. Fra di loro, particolarmente importante in tutte le fasi della crescita di un bambino, dall’infanzia all’adolescenza, è quella dello psicologo, specie nei casi di vulnerabilità e fragilità causati dal trauma dell’abbandono.
Questa figura così determinante in realtà non è ancora considerata tale e, infatti, molto spesso il sostegno psicologico viene considerato un “extra”, o comunque lasciato in secondo piano rispetto alle priorità di garantire un alloggio, cibo, vestiario, cure mediche, scolarizzazione… con i pochi mezzi economici e personali a disposizione.
Ma se è certamente vero che questi beni più immediati e “materiali” sono assolutamente necessari, è altrettanto certo che i bambini, a causa di un’infanzia trascorsa in un istituto, soffrono di diversi problemi psicologici, in particolare di un ritardo nella crescita fisica e mentale che si manifesta attraverso problemi cognitivi, affettivi e intellettuali. Sono problemi che mettono i bambini a confronto con sfide quotidiane, come le difficoltà di adattamento a scuola o di integrazione con i coetanei, e che con l’età sono destinate ad aumentare, soprattutto durante l’adolescenza, impedendo loro di integrarsi socio-economicamente nella società.

Il lavoro di accompagnamento delle psicologhe del progetto Insieme per l’Infanzia

Per tutti questi motivi, nell’ambito del progetto “Insieme per l’infanzia” sono state reclutate due psicologhe che potranno supportare 100 bambini accolti negli istituti di Meknes, Oujda e Nador.
Entrambe le psicologhe hanno dapprima fatto delle visite di osservazione nei centri, dando la priorità alla discussione con lo staff per capire il funzionamento degli istituti e le difficoltà maggiori che il personale ha riscontrato nei beneficiari. Sulla base di quanto raccolto, hanno così potuto definire una metodologia di lavoro adatta a ogni centro, ma sempre basata sull’alternanza di sessioni di gruppo e individuali.
Per tutta la durata del progetto, le psicologhe interverranno per aiutare i minori a superare varie difficoltà derivanti dal trauma dell’abbandono e dalla vita trascorsa all’interno di un centro. Una psicologa sarà anche presente nel percorso di presa in carico da una famiglia adottiva tramite la kafala o, ancora, nel monitoraggio e accompagnamento del percorso scolastico, nell’affrontare tappe importanti quali l’inizio di un nuovo impiego, nell’elaborare gli insuccessi… Insomma: sarà la garanzia di una presenza di riferimento su cui i bambini e i ragazzi sapranno di poter contare e a cui fare affidamento durante tutta la loro crescita all’interno dell’orfanotrofio e non solo.

Il sostegno psicologico è una delle attività previste all’interno del progetto che Ai.Bi. sta portando avanti in Marocco. Chiunque può dare il proprio sostegno con una donazione una tantum, oppure aderendo al progetto “Adotta a Distanza i bambini di un orfanotrofio in Marocco”.

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