Marocco. Sportello Care Leavers: l’aiuto concreto per chi, a 18 anni, deve lasciare l’orfanotrofio

La felice esperienza dello Sportello Care Leavers a Meknes ha permesso di aiutare tanti giovani nel proseguire gli studi o inserirsi nella società. Ora l’esperienza viene replicata a Oujda

Il compimento della maggiore età non è un traguardo atteso con impazienza da tutti i ragazzi del mondo. Anzi, per alcuni l’avvicinarsi del 18° compleanno risuona come un monito: “Ti resta sempre meno tempo, sei pronto?”.
Pronto per cosa? Di chi stiamo parlando?
Parliamo dei cosidetti Care Leavers: bambini abbandonati, accolti negli orfanotrofi, che non hanno avuto la fortuna di trovare una famiglia ed, essendo ormai diventati “adulti”, sono chiamati a lasciare il sistema di protezione dell’infanzia per inserirsi in società da tutti i punti di vista.
Per loro, dunque, il compimento dei 18 anni non è una festa, ma lo scadere del tempo a disposizione per prepararsi a integrarsi nella società in modo autosufficiente. La voglia di vivere in modo autonomo naturalmente c’è, quella che manca è la preparazione, che fa sì che questi giovani manifestino una grande dipendenza dal centro: senza una formazione scolastica e/o professionale, un servizio di supporto psicologico, accompagnamento e orientamento verso l’uscita dal centro e l’inserimento professionale; senza una figura che li aiuti a sviluppare le proprie competenze personali e interpersonali, lasciare l’orfanotrofio che li ha accolti e cresciuti per anni significare fare un tuffo nel buio.
Questa situazione comune a tanti centri in tutto il territorio nazionale ha sollevato la necessità di instaurare al loro interno un servizio di assistenza e accompagnamento dei giovani per l’inserimento socio-professionale, il cosidetto Sportello Care Leaver.

Un servizio che, in alcuni centri partner di Ai.Bi. in Marocco, è stato avviato nell’ambito del progetto già portato avanti negli anni passati. L’impatto positivo avuto sui giovani che ne beneficiano ci ha fatto riconoscere l’urgenza e l’importanza di rafforzare gli sportelli creati e di aprirne di nuovi in altri orfanotrofi e altri territori.
Oggi, infatti, nell’ambito del progetto “Insieme per l’infanzia” cofinanzio dall’UE, iniziato nel 2021 e che continuerà per tutto il 2022, stiamo rafforzando lo sportello creato all’interno della Fondazione Rita Zniber di Meknes e facciamo tesoro delle informazioni e testimonianze del personale del centro addetto allo sportello per replicare l’esperienza nei centri che si trovano nella città di Oujda.

A cosa serve uno sportello Care Leaver?

Lo sportello Care Leavers é nato per rispondere a tre dei maggiori bisogni dei Care Leavers: in primo luogo quello di beneficiare di un orientamento accademico; dopodiché la possibilità di avere un’assistenza tecnica nel momento della costruzione di un proprio progetto di vita; infine, l’avere un costante accompagnamento durante tutto il percorso di inserimento nel mondo del lavoro.
Scendendo più nel pratico, il responsabile pedagogico della Fondazione Rita Zniber segue un processo ben definito per garantire l’efficacia del lavoro e il raggiungimento degli obiettivi.
Il servizio dello sportello Care Leavers segue delle tappe precise e un ordine definito. Dapprima viene pubblicato un annuncio che invita i giovani interessati a proseguire gli studi o intraprendere una formazione professionale a depositare una domanda di iscrizione presso l’ufficio dello sportello specificando il settore di interesse. Una volta ricevute, le domande vengono divise per livello scolastico e di filiale scelto, tenendo conto che l’accesso ad alcuni percorsi di studio / formativi, in Marocco, dipende dalla media scolastica e, per questo, può essere automaticamente precluso a molti giovani.
Dopodiché, ogni giovane viene ricevuto individualmente dal responsabile dello sportello che gli illustra le possibilità di studi o di formazione professionale possibili a seconda del livello scolastico. Quindi viene organizzato un incontro di orientamento scolastico con gli operatori dell’OFPPT (Ufficio della Formazione Professionale e della Promozione del Lavoro), specializzato nell’orientamento accademico, e solo in seguito a questi incontri ogni giovane comunica la scelta definitiva al responsabile dello sportello.

La fase successiva prevede l’organizzazione di visite conoscitive presso centri di formazione professionale, così come in imprese e aziende dove i ragazzi potrebbero ipoteticamente iniziare a esercitare la professione scelta.
Questo percorso permette dapprima di lasciare che ogni giovane esprima i propri desideri e aspettative, equilibrando, poi, le proposte con le possibilità effettive esistenti. La fase si conclude con l’iscrizione presso le scuole e gli istituti di formazione professionale scelti.
Lo sportello Care Leavers assicura anche un accompagnamento e monitoraggio post-diploma di formazione professionale o di studi superiori. Gli operatori sociali della Fondazione Rita Zniber cercano costantemente presso donatori e partner opportunità di stage e di lavoro per i giovani diplomati, ribadendo, così, il ruolo importante che lo sportello gioca come mediatore fra il giovane e il mercato del lavoro.

Il successo dello sportello Care Leavers

Lo sportello Care Leavers é senza dubbio un trampolino verso l’inserimento socio-professionale per i giovani del centro. Il successo di questo servizio è espresso tanto dagli operatori della Fondazione quanto dai giovani stessi.
Dalla sua creazione nel 2015 ad oggi, 58 Care Leavers beneficiari della Fondazione Rita Zniber hanno potuto inserirsi socio-economicamente in società.
Quest’anno la Fondazione conta 120 giovani fra i 14 e i 30 anni beneficiari del servizio. Di questi:
– 40 proseguono gli studi, beneficiando del servizio di orientamento accademico dello sportello
– 22 seguono una formazione professionale
– 7 stanno effettuando uno stage
– 4 hanno iniziato un lavoro
– 13 lavorano in modo informale
– 34 sono supportati dagli addetti allo sportello nella ricerca di un impiego.

Come poter migliorare il servizio?

Nonostante gli evidenti successi, diversi punti potrebbero essere ulteriormente migliorati per offrire un servizio ancora migliore. Sicuramente c’è l’esigenza di istituzionalizzare le relazioni con alcune imprese per facilitare l’accesso all’impiego dei giovani, così come di creare una piattaforma regionale per l’inserimento dei giovani per migliorare il coordinamento fra tutte le parti aventi un ruolo nelle varie fasi del processo.
Una difficoltà ben presente nella maggior parte degli orfanotrofi è anche l’attribuzione di diversi ruoli alla stessa persona per mancanza di risorse, nonostante spesso il personale non sia qualificato.
Per questo, Ai.Bi. interviene per rafforzare gli sportelli sia fornendo ulteriore materiale d’ufficio per il funzionamento del servizio, sia realizzando e mettendo a disposizione anche delle formazioni a beneficio degli operatori del centro, affinché potenzino le competenze da mettere al servizio dei giovani che si preparano a costruire la loro vista post-istituzionalizzazione.
In parallelo, grazie a un partenariato che Ai.Bi. ha intrapreso con il Ministero della Solidarietà, dell’Inserimento Sociale, dell’Uguaglianza e della Famiglia, è stata portata in Marocco l’esperienza italiana dell’intermediazione sociale per l’inserimento in società dei Care Leaver. L’incrocio del servizio dello Sportello e degli strumenti adattati al contesto marocchino e messi a disposizione degli operatori dei centri permetterà un miglior monitoraggio del percorso del giovane dal giorno del deposito della domanda di iscrizione al giorno dell’ingresso ufficiale in società.

L’esperienza dello Sportello Care Leavers esportata a Oujda per altri 80 ragazze e ragazzi

Questa esperienza di successo portata avanti nella città di Meknes ci ha ispirati per replicarla a Oujda, a beneficio di 80 ragazze e ragazzi fra i 13 e i 20 anni, dando una chance in più a questi giovani di credere che l’integrazione della società in autonomia non sia un tuffo nel buio, ma che lo sportello Care Leaver sia il loro trampolino di lancio verso un futuro degno dei loro sforzi e delle loro aspettative.
Un’iniziativa che richiede sicuramente anche un maggiore impegno, che, però, per fortuna può contare sempre sull’aiuto di tutti i sostenitori che sostengono i progetti in Marocco tramite una donazione, oppure con l’attivazione di un Sostegno a Distanza per i minori ospitati negli orfanotrofi con i quali Ai.Bi. collabora in Marocco.

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