Prima di dire che un affido sia fallito pensiamoci bene, per favore

Nessuno sa, al momento del distacco con la famiglia affidataria, quali germogli fioriranno dai semi gettati. Gli affidi di successo sono anche quelli dove ci si separa malamente, anche quelli dove non ci si parla più. La mia esperienza come fratello affidatario mi ha insegnato proprio questo…

Quando si può dire che un affido è fallito? Spesso questo termine viene accostato ad un’esperienza di affido conclusa per descriverla, o meglio, per definirla dal suo epilogo.

 Infatti, si parla comunemente di fallimento nel momento in cui delle difficoltà portano un minore ad essere allontanato dalla famiglia affidataria prima del tempo. Quale sia questo tempo, poi, è spesso un rebus, dal momento che i progetti di molti minori non hanno scadenze precise e vivono di due anni in due anni.

Inoltre, se l’affido è un limbo, in cui il minore passa per trovare una sistemazione definitiva che possa chiamare “casa”, meno dura, razionalmente, meglio è.


 Se non è dunque il tempo a definire il fallimento di un affido, cos’è?

La tentazione è quella di sostenere come nessun affido fallisca, una posizione estrema e sbagliata.

Ci sono situazioni in cui i bambini escono da un’esperienza di affido molto più compromessi affettivamente ed emotivamente di quando ci siano entrati. A questo valgono tutti gli sforzi dei professionisti che dedicano il loro tempo al supporto delle famiglie accoglienti.

Ciononostante, “fallito” è un tag che viene usato frequentemente anche in situazioni in cui la compromissione affettiva o emotiva del minore non è in alcun modo visibile, o dimostrabile.

L’incapacità di superare situazioni conflittuali e il distacco traumatico di un minore da un nucleo famigliare accogliente non può essere considerato necessariamente un fallimento.

Gli americani reputano che una famiglia possa essere di supporto ad un minore abbandonato anche in un breve tempo di convivenza. Non si vuole qui difendere il loro sistema che porta periodicamente i minori ad un turnover familiare, però un fondo di verità dall’altra parte dell’oceano, forse, lo hanno intuito.

Nessuno sa quali germogli fioriranno dai semi gettati…

 I risultati di un’esperienza di affido li si vedono soprattutto nel lungo termine, dopo la conclusione della convivenza. Nessuno sa, al momento del distacco con la famiglia affidataria, quali germogli fioriranno dai semi gettati. Gli affidi di successo sono anche quelli dove ci si separa malamente, anche quelli dove non ci si parla più. La mia esperienza come fratello affidatario mi ha insegnato proprio questo.

La famiglia affidataria si impegna ad accogliere un minore incondizionatamente con tutte le sue fragilità, temporaneamente. Il per sempre non deve essere promesso. Infatti, se quella storia di accoglienza invece che durare dieci anni ne dura due, non è detto che non abbia raggiunto il suo scopo: offrire al bambino che non ha avuto la fortuna di vivere nella sua famiglia d’origine una normalità familiare, in attesa di qualcosa di meglio ancora.

In conclusione, prima di dire che un affido sia fallito pensiamoci bene, per favore!

Davide