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Legge di Stabilità. Un fondo ad hoc per le adozioni internazionali. Ma senza una nuova Cai sarebbero soldi sprecati

Il disegno di legge Stabilità per il 2016 “resuscita” il Fondo per le adozioni internazionali. Un’operazione che potrebbe ridare un po’ di fiato alle famiglie che continuano a sostenere ingenti spese per accogliere un bambino straniero, ma che rischia anche di essere vanificata dall’attuale situazione di paralisi in cui versa la Cai.

Zanin (Pd): “Disegno di legge di Stabilità 2016 : quali iniziative il Governo intende assumere per rifinanziare il fondo a sostegno delle adozioni internazionali?”

La scarsa sensibilità delle istituzioni per i problemi economici e burocratici che affliggono la realtà dell’adozione internazionale e i ritardi nel finanziamento del fondo adozioni, fermo ormai al 2011. A meno di una settimana dall’inizio della discussione parlamentare sul disegno di legge di Stabilità 2016, venerdì 9 ottobre, l’onorevole Giorgio Zanin del Partito Democratico ha presentato alla Camera dei Deputati un’interrogazione al Presidente del Consiglio in cui si chiede quali iniziative il Governo intenda assumere finalizzate proprio al rifinanziamento del fondo adozioni.

Graziani (I fiori semplici): “Il governo ammetta che non crede alla gratuità dell’adozione internazionale”

Lo Stato italiano ha spaccato in due la genitorialità. Alcune forme, dalla procreazione medicalmente assistita all’adozione nazionale, sono economicamente sostenute e i loro costi assorbiti dal Servizio Sanitario Nazionale. Di contro, l’adozione internazionale è invece abbandonata a se stessa e i suoi oneri interamente a carico delle famiglie.

Riaprite il fortino delle adozioni internazionali

La Linea Cai – il numero verde per “la comunicazione, l’ascolto e l’informazione” tra le famiglie e la Commissione adozioni internazionali – è in manutenzione dal 14 agosto 2014. Il suo destino è una buona metafora di quel che sta accadendo al sistema italiano, alle prese ormai da qualche anno con una crisi di numeri , di attenzione politica e di visione.

Riaprite il fortino delle adozioni internazionali. La commissione ha rotto i ponti con l’esterno

La Linea CAI (il numero verde per «la comunicazione, l’ascolto e l’informazione» tra le famiglie e la Commissione adozioni internazionali) in manutenzione dal 14 agosto 2014. Nessuna riunione operativa della CAI (l’ultima risale al 2013), nessun incontro periodico con gli Enti autorizzati (due sole le plenarie, a luglio e dicembre, quella di febbraio è stata rinviata e mai più riconvocata) e la stagione dei tavoli tecnici (ad esempio quello sui costi) è sfiorita da un pezzo.

Marisa Nicchi (SEL): “Per rimettere in funzione la CAI, le adozioni internazionali dovrebbero essere di competenza del ministero Affari Esteri”.

Ennesimo atto parlamentare sulle inefficienze organizzative, correttezza e trasparenza della CAI (Commissione adozioni internazionali): con questo a firma di Marisa Nicchi (Sinistra Ecologia e Libertà) sono 29 tra interpellanze e interrogazioni presentate ad oggi coinvolgendo ben 216 parlamentari firmatari. Nicchi  si domanda “se in un contesto di geopolitica in perenne mutamento non sarebbe meglio se le adozioni fossero materia anche di dicasteri forti come quello degli Esteri”.

8° Rapporto CRC. “Adozione internazionale nel caos: nessun dato, Cai paralizzata, fondi inesistenti, verifiche non attuate, poche coppie adottive, decine di interpellanze”

L’adozione internazionale in Italia è un concentrato di problemi che sta facendo drammaticamente appassire quello che, fino a qualche anno fa, era il fiore all’occhiello del nostro Paese. Per rimediare a questa situazione le istituzioni sono chiamate  a intervenire presto e in modo deciso, soprattutto alla luce del fatto che a questa crisi concorrono anche le molteplici disfunzioni della principale istituzione del settore, la Commissione Adozioni Internazionali. È quanto emerge dall’8° Rapporto di monitoraggio del Gruppo CRC (Child Rights Connect), che comprende 90 associazioni che operano per la tutela dell’infanzia.

Adozioni Internazionali. La grande fuga delle famiglie italiane: ecco i dati regione per regione. Come porre un freno alla continua emorragia? Il disimpegno del governo Renzi

La fuga delle famiglie italiane dall’ adozione internazionale è ormai certificata. Ogni anno le coppie disponibili ad accogliere un bambino straniero sono sempre meno. Dopo anni di crescita costante, il 2004 resta un anno storico con il boom della disponibilità all’accoglienza: undici anni fa furono ben 8274 domande di disponibilità presentate. A confronto impallidisce il dato 2014, che vede le disponibilità dimezzate.