Social freezing nel welfare aziendale. Perché non anche l’Adozione?

Una multinazionale italiana ha inserito nella sua proposta di welfare la possibilità di congelare gli ovuli. Inserire anche l’Adozione Internazionale potrebbe essere davvero un passo verso la libertà di scelta e il sostegno alla natalità

La notizia ha subito creato un acceso dibattito, data la sensibilità del tema e le implicazioni etiche che comporta. Stiamo parlando della decisione del gruppo Otb, holding italiana del lusso fondata da Renzo Rosso (comprendente i marchi Diesel, Diesel, Jil Sander, Maison Margiela, Marni e Viktor&Rolf), di inserire tra le sue iniziative di welfare aziendale il social freezing, ovvero la possibilità di congelare e conservare gli ovociti per poterli utilizzare in futuro.

Un vero aiuto per la natalità?

La notizia è stata rilanciata da Avvenire, che ha sottolineato come una decisione del genere, “piovuta dall’alto” e non figlia di una contrattazione con i sindacati o i dipendenti, non sia una risposta all’inverno demografico di cui l’Italia soffre da tempo.
Il social freezing, infatti, che nelle multinazionali americane è un benefit aziendale ormai molto diffuso, è un modo per “pianificare” una maternità, posticipandola, senza risolvere, di fatto, il problema vero della conciliazione carriera – famiglia. Se l’età in cui le donne hanno il primo figlio aumenta sempre di più, arrivando oggi in Italia a 33,8 anni, non è certo congelando gli ovuli per un loro utilizzo futuro che si risolve il problema.
L’azienda, per bocca della vicepresidente di Otb Foundation Arianna Alessi, moglie di Rosso, ha spiegato ad Avvenire che l’obiettivo è “Promuovere la libertà di scelta sulla vita riproduttiva” delle colleghe del gruppo che vorranno aderire, “contrastare l’infertilità legata all’età e offrire soluzioni a un’evoluzione sociale e lavorativa che spesso posticipa il desiderio di maternità”.

Adozione Internazionale nel welfare aziendale

Al di là della scelta del gruppo e dei risvolti etici di cui si è detto, proprio partendo dalle parole di Alessi – “promuovere la libertà di scelta sulla vita riproduttiva” – la proposta che Amici dei Bambini vuole fare a Otb è quella di inserire nel welfare aziendale anche il sostegno alle coppie che decidessero di adottare.
Anche questa è una via per contrastare l’inverno demografico, perché i figli adottati diventano a tutti gli effetti “nuovi cittadini italiani”. E, purtroppo, anche questa via ha i suoi costi, tanto economici quanto di equilibri lavorativi. L’Adozione Internazionale richiede tante volte dei prolungati soggiorni all’estero, che spesso costringono i dipendenti che non siano coperti dalla maternità a chiedere tutte le ferie possibili, i permessi, a volte le aspettative. Quanto sarebbe giusto e, soprattutto, fautore di una vera libertà di scelta, la consapevolezza che la tua azienda ti sostiene in questo percorso, coprendo le spese che eccedono i contributi pubblici previsti e dando al dipendente tutte le garanzie sulla possibilità di vivere questo momento unico e irripetibile con tutta la pienezza che merita? Non sarebbe solo un sostegno concreto dal punto di vista economico e pratico, ma sarebbe anche un bellissimo segnale di libertà e di attenzione a davvero tutte le possibili forme di maternità.
Tante volte lo abbiamo ripetuto: se i numeri dell’adozione tornassero quelli di qualche anno fa, quando si arrivava anche a 4mila bambini adottati all’anno, sarebbe un contributo molto concreto alla natalità. Perché, data la portata del problema, solo se ciascuno riesce a compiere il suo “pezzetto” in più di strada, si può invertire la tendenza e ridare speranza e futuro a tutti.