Bambini ucraini cercano riparo al freddo e al buio. Le difficoltà che vivono i minori dopo 4 anni di guerra in Ucraina

Ucraina. Dopo 4 anni di guerra, ancora 2,5 milioni di minori sono sfollati

Secondo un rapporto di Unicef, sono oltre 2,5 milioni i minori ancora sfollati e lontani dalle proprie case. Un adolescente su 4 non ha più speranza che possa esserci, per lui, un futuro in Ucraina

Più volte è stato ripetuto da Ai.Bi.: in ogni emergenza, le prime vittime sono sempre i bambini, indifesi contro la violenza di un atto le cui conseguenze non si possono mai prevedere del tutto.
La guerra in Ucraina è l’esempio più evidente di tutto questo e la conferma arriva, una volta di più, da Unicef, che ha dichiarato come, ora che si è entrati nel quinto anno di conflitto, più di un terzo dei bambini del Paese siano ancora sfollati.

Lontani da casa

Fin dai primi giorni di guerra quella della “fuga dei bambini” è stata una delle più evidenti conseguenze dell’attacco russo: anche Ai.Bi. ha accolto in Italia diversi gruppi di minori che, nell’immediato, hanno cercato una via di salvezza. E lo stesso è avvenuto in Moldova.
Con lo scorrere del tempo, tanti di loro sono tornati in patria o si sono avvicinati (almeno per chi era in Italia), ma tantissimi ancora non hanno potuto tornare alle loro case. Secondo Unicef il totale dei minori ancora sfollati è di oltre 2,5 milioni. Di questi, 791mila sono sfollati interni all’Ucraina e ben 1.798.900 si trovano al di fuori del Paese.
L’indagine di Unicef ha evidenziato anche come un adolescente su tre tra i 15 e i 19 anni sia stato costretto a spostarsi almeno due volte, quasi sempre per ragioni di sicurezza.

Oltre 3100 minori tra morti e feriti

E chi è sfollato, ma ancora vivo, può addirittura ritenersi fortunato se è vero che, secondo i dati dell’ufficio del procuratore generale, i bambini morti dall’inizio della guerra sono quasi 700 e i feriti quasi 2400. Dato ancora più allarmante è quello che ha visto il numero di vittime tra i bambini aumentare del 10% nel 2025 rispetto all’anno precedente, segno di come la durezza del conflitto non sia diminuita nel corso degli anni. Anzi…

Scuole e strutture danneggiate dopo 4 anni di guerra

La guerra ha gravemente danneggiato anche le infrastrutture sulle quali i bambini fanno più affidamento: oltre 1.700 scuole sono state distrutte o danneggiate e, di conseguenza, un bambino su tre non riesce frequentare regolarmente le lezioni. Gli sfollati e chi è lontano da casa prova a seguire la scuola con la didattica online, con tutti i problemi che può avere questa modalità per la socializzazione tra i coetanei, e senza contare i gravi problemi di approvvigionamento energetico che ancora affliggono molte località dell’Ucraina a causa dei continui bombardamenti russi.
Anche la mancanza di riscaldamento, sempre conseguenza degli attacchi, colpisce soprattutto i bambini più piccoli, più esposti al rischio di malattie respiratorie quando non a casi di ipotermia.

Le ludoteche di Ai.Bi.

In questo contesto si capisce quanto possano risultare vitali strutture come le Ludoteche gestite da Ai.Bi. Amici dei Bambini: luoghi sicuri in cui ritrovarsi insieme, portare avanti delle attività, giocare e anche ricevere un supporto psicologico che alimenti la speranza.
Tra tutti i dati drammatici riportati dall’indagine Unicef, infatti, forse il più preoccupante in assoluto è quello che racconta come un adolescente su quattro, sempre nel range di età tra 15 e 10 anni, abbia dichiarato di stare perdendo la speranza di un futuro in Ucraina. E senza speranza… nessun futuro è davvero possibile.

La speranza dei bambini dell’Ucraina è appesa a un filo

Dallo scoppio della guerra in Ucraina, sono passati oltre 3 anni. In questo tempo oltre 600 bambini sono morti e oltre 2.000 sono stati feriti. Anche la speranza rischia di morire.
Ai.Bi. Amici dei Bambini con il progetto BAMBINIxLAPACE ogni giorno porta ai minori e le loro famiglie aiuto concreto, supporto psicologico e attimi di vita “normale”, in un tempo che normale non è.
Ecco perché oggi più che mai c’è bisogno del tuo aiuto: per non far spezzare il filo della speranza.