Bambini in guerra: oltre al cibo serve anche la speranza. L’impegno per l’Ucraina

Dal Global Summit 2026 di Roma emerge un nuovo approccio alle emergenze umanitarie: integrare gli aiuti materiali con il sostegno emotivo. In Ucraina, l’impegno di Ai.Bi. con il progetto BAMBINIxLAPACE per proteggere l’infanzia dai traumi del conflitto

Tra il 3 e il 5 giugno, presso il Pontificio Istituto Patristico Augustinianum, si è svolto il Global Summit 2026 di World Vision International.
Esperti e ricercatori hanno rilanciato un messaggio chiave: per i bambini che vivono guerre e crisi umanitarie, la speranza, l’amore e il sostegno spirituale sono fondamentali quanto cibo, acqua e cure mediche.
In contesti di emergenza, l’attenzione si concentra spesso sulla sopravvivenza fisica. Eppure i più piccoli non sono solo corpi da nutrire o curare: sono individui che hanno bisogno di sentirsi amati, compresi e capaci di immaginare un futuro. È su questa consapevolezza che si fonda il lavoro di World Vision International, in collaborazione con la Society for Global Flourishing e importanti università come Harvard University, Baylor University, Duke University e la Claremont Graduate University.

I bisogni psicologici e spirituali dei bambini in contesti di emergenza

Il presidente e CEO Andrew Morley ha sottolineato come la ricerca Experience of God’s Love in Children (Hope & Love Measure) abbia cercato di misurare non solo i bisogni materiali, ma anche emozioni, fiducia e percezione dell’amore nei bambini. Un approccio innovativo che considera i minori non come destinatari passivi, ma come esseri morali e spirituali.
Il Summit si è aperto con un’udienza con Papa Leone XIV e ha riunito rappresentanti del mondo umanitario, accademico e politico per costruire nuove strategie di intervento.
Secondo i dati presentati, circa 473 milioni di bambini vivono oggi in aree di conflitto, una percentuale quasi raddoppiata negli ultimi trent’anni. Un dato che, unito all’aumento di crisi climatiche e instabilità economiche, ridisegna profondamente il concetto stesso di infanzia.
In questo scenario, il direttore di World Vision Italia Emanuele Bombardi ha ricordato come i programmi dell’organizzazione, attivi con oltre 6.000 bambini sostenuti a distanza tra Africa e Asia, puntino a un approccio olistico: non solo aiuti materiali, ma anche educazione, cura emotiva e crescita spirituale.
L’idea centrale emersa dal Summit è chiara: senza speranza non può esserci sviluppo, e senza amore non può esserci futuro.

Emergenza Ucraina:l’infanzia sotto le bombe

Tra gli scenari che attualmente portano con forza il tema dei bambini nelle guerre c’è sicuramente il conflitto in corso in Ucraina. Migliaia di minori hanno vissuto sfollamenti, separazioni familiari e traumi legati alla guerra, rendendo evidente come l’emergenza non sia solo materiale ma anche profondamente psicologica e relazionale.
In questo contesto, organizzazioni come Ai.Bi. sono impegnate in prima linea nel sostegno ai minori, attraverso programmi di accoglienza, assistenza psicosociale e supporto alle famiglie.

A cura della redazione di Ai.Bi. Amici dei Bambini, dal 1999 al fianco dei bambini ucraini abbandonati o in difficoltà familiare.

Progetto BAMBINIxLAPACE: sostieni la speranza dei bambini ucraini

Dallo scoppio della guerra in Ucraina, sono passati oltre 4 anni. In questo tempo oltre 700 bambini sono morti e quasi 3.000 sono stati feriti. Anche la speranza rischia di morire.
Ai.Bi. Amici dei Bambini, con il progetto BAMBINIxLAPACE, ogni giorno porta ai minori e alle loro famiglie aiuto concreto, supporto psicologico e attimi di vita “normale”, in un tempo che normale non è.
Ecco perché oggi più che mai c’è bisogno del tuo aiuto: per non far spezzare il filo della speranza. EMERGENZA UCRAINA