Italia e Santa Sede in campo all’Onu per una moratoria internazionale sull’Utero in Affitto

Prosegue la battaglia dell’Italia, in campo internazionale, per una messa al bando globale della Gestazione per Altri. Una pratica che mortifica le donne e la vita e genera un giro d’affari intorno ai 30 miliardi di dollari

Italia, Santa Sede e altri Paesi hanno lanciato a Ginevra una Dichiarazione politica congiunta per arrivare a una moratoria internazionale sull’Utero in Affitto, tema al centro del Consiglio diritti umani dell’Onu. L’iniziativa punta ad aprire un percorso diplomatico più ampio, con l’obiettivo finale di costruire un quadro giuridico internazionale per abolire la Gpa in tutto il mondo.
Secondo i testi pubblicati sulla stampa, la proposta è stata promossa dai governi di Italia, Cile e Camerun, con la partecipazione della Santa Sede tra i primi aderenti. La ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella, ha ribadito che la Dichiarazione richiama principi già sanciti dal diritto internazionale: la dignità di ogni persona, in particolare delle donne, e il diritto di ogni bambino ad avere un’identità certa.
In passato, l’Onu aveva già indicato l’Italia come il Paese che sull’argomento stava dando il buon esempio.

Una pratica che mercifica donne e bambini

Nei documenti si sottolinea che la Gpa è legale solo in pochi Paesi e che in quasi tutta Europa non è autorizzata in forma commerciale. Il report richiamato a Ginevra descrive inoltre un mercato globale stimato tra i 23 e i 32 miliardi di dollari, con donne esposte a sfruttamento, manipolazione psicologica e dipendenza.
Tra i passaggi più duri, viene ricordato il rischio di aborto forzato quando il feto non corrisponde a quanto pattuito nei contratti, oltre al trauma della separazione immediata del neonato dalla donna che l’ha partorito. È proprio su questo punto che si concentra la critica alla pratica dell’Utero in Affitto, che trasforma la gravidanza in un rapporto di contrattazione e compravendita e i bambini in oggetto di scambio.

Il messaggio politico

L’intervento italiano all’Onu viene presentato come un passo per consolidare una linea già avviata sul piano interno con il reato universale di maternità surrogata. Una strada che da sempre sostiene con forza anche Ai.Bi. Amici dei Bambini, da oltre 40 anni impegnata nella difesa della dignità umana, nella tutela dei diritti dei bambini e del loro diritto ad avere una famiglia.
La Dichiarazione ora passa al vaglio della diplomazia internazionale, con l’orizzonte di una moratoria globale e, in prospettiva, dell’abolizione della Gpa.

A cura della redazione di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.
Dal 1983 al fianco dei minori in difficoltà, Ai.Bi. promuove la tutela dei loro diritti, la diffusione di contenuti informativi utili per giovani, minori e famiglie, e la sensibilizzazione sociale.