Caro benzina, il governo pensa a un aiuto in busta paga

Riprende quota il modello 2022: buoni carburante tramite le aziende, ma spunta anche un fondo da un miliardo legato all’ISEE

Per attutire l’effetto dei prezzi record dei carburanti sulle tasche di famiglie e lavoratori, l’esecutivo ragionerebbe su un sostegno mirato, soprattutto per chi guadagna meno.
Tra le piste c’è il ricordo del 2022, quando i datori di lavoro poterono erogare buoni carburante fino a 200 euro con un regime fiscale di favore. Lo schema potrebbe tornare simile, con l’azienda tramite tra Stato e lavoratore via welfare o voucher.

Due strade alternative

Si valuta anche un’ipotesi diversa: un miliardo di euro nel 2026 per le famiglie con ISEE non oltre 20mila euro, tramite un voucher fino a 100 euro. Qui non sarebbe l’impresa a decidere, ma le condizioni economiche del nucleo familiare.
Restano quindi due opzioni: un incentivo aziendale fino a 200 euro, oppure un sussidio statale fino a 100 euro per chi ha un ISEE più basso. Le cifre potrebbero cambiare nell’esame parlamentare.

Chi resta escluso

Stabilire chi potrà accedere è il nodo più delicato. Legare l’aiuto all’ISEE avvantaggerebbe i nuclei in difficoltà, ma escluderebbe parte del ceto medio comunque colpita. Puntare sulle aziende faciliterebbe i dipendenti, ma lascerebbe fuori freelance e partite IVA, per cui si ipotizza uno sconto fiscale sulle spese carburante legate al lavoro.
Per ora sono solo ipotesi, non provvedimenti decisi.

A cura della redazione di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.
Dal 1983 al fianco dei minori in difficoltà, Ai.Bi. promuove la tutela dei loro diritti, la diffusione di contenuti informativi utili per giovani, minori e famiglie, e la sensibilizzazione sociale.