Lasciti solidali. Otto italiani su dieci lo conoscono ma la metà non sa come donare

Tra i principali dubbi emergono il preconcetto che il lascito solidale sia una possibilità riservata solo a chi dispone di patrimoni elevati e la paura di sottrarre risorse alla propria famiglia

Quasi otto italiani su dieci oggi sanno che cosa sia un lascito solidale. Questi sono i dati confortanti che emergono da una ricerca sviluppata da Walden Lab e del Notariato. Eppure, se sulla teoria le cose sembrano migliorate, nella pratica, sembra ancora esserci troppa poca chiarezza su cosa significhi concretamente mettere in campo questa scelta e come fare per attuarla. A spiegarlo è Flavia Fiocchi, consigliere nazionale del Notariato con delega al Notariato per il Sociale, in un intervista rilasciata a Repubblica.

I numeri di chi conosce la cultura del dono sono notevolmente aumentati. “Parliamo di circa 35 milioni di persone – chiarisce Fiocchi – 12 milioni in più rispetto al 2012. Circa la metà, però, si considera poco o per nulla informata sulle procedure e solo il 12% dichiara di sapere bene come muoversi”.

Tra i principali dubbi emerge il preconcetto che il lascito solidale sia una possibilità riservata solo a chi dispone di patrimoni elevati mentre la verità è che anche una piccola donazione può fare davvero la differenza.

Anche l’idea che predisporre un lascito solidale voglia dire sottrarre risorse economiche alla propria famiglia è una preoccupazione importante per molti. Ma si tratta di un’ansia infondata. Come ben spiega infatti il consigliere nazionale, è lo stesso ordinamento a tutelare i nostri cari.  “Il Codice civile tutela i familiari riservando loro una parte del patrimonio, la cosiddetta quota di legittima, che spetta al coniuge, ai figli e, in determinati casi, agli ascendenti. La parte restante costituisce invece la quota disponibile, che il testatore può destinare liberamente, anche a favore di un ente non profit”.

Attenzione infine alle formalità.

Perché il lascito soldale arrivi a destinazione, l’ente beneficiario, all’interno del testamento deve essere individuato con precisione.

“Quando il testamento viene aperto – conclude Fiocchi- il testatore non può più spiegare che cosa intendesse: quelle poche righe devono essere scritte nel modo migliore possibile”.

A cura dell’Ufficio Diritti di AiBi Amici dei Bambini ETS

Per ulteriori informazioni sui lasciti solidali  è possibile consultare la pagina dedicata del sito di Ai.Bi., scrivere alla mail lasciti@aibi.it o chiamare l’Ufficio l’Ufficio Diritti al numero 02.98822332.