Testamento nullo: la badante perde l’eredità dell’anziana assistita

Il Tribunale di Torino ha dichiarato nullo il testamento perché la donna era incapace di intendere e di volere. I due appartamenti dovranno essere restituiti ai tre nipoti, eredi legittimi

È stato considerato nullo, dal giudice della seconda sezione del Tribunale di Torino, il testamento olografo redatto da una donna di 80 anni, perché “totalmente incapace di intendere e di volere”, che aveva nominato come unica erede la propria badante venezuelana, intestandole  due conti correnti e due appartamenti.

La vicenda

La badante di 60 anni, originaria del Venezuela aveva lavorato a servizio della donna, vedova e senza figli, per oltre 5 anni, fino alla sua morte, avvenuta nel 2015.

L’anziana soffriva di diverse patologie fisiche e psichiatriche, tra cui una grave forma di depressione. Durante quegli anni, i nipoti avevano manifestato preoccupazione per il rapporto con la zia, sostenendo che la badante ostacolasse i loro incontri.

Dopo la morte dell’80enne, la scoperta da parte dei familiari: l’anziana aveva redatto a mano un testamento con cui la badante veniva nominata unica erede dei conti correnti e di due appartamenti.

Il giudizio

La vicenda, dopo le indagini della Procura, era approdata in giudizio in sede penale, concludendosi con una condanna della donna per circonvenzione di incapace. Due anni dopo, però, la Corte d’Appello di Torino ha dichiarato il “non luogo a procedere” per intervenuta prescrizione del reato.

Il procedimento è proseguito davanti al giudice civile della seconda sezione del Tribunale di Torino, chiamato a stabilire la validità del testamento. Esaminate le condizioni dell’anziana al momento della stesura dell’atto, in base ai referti medici e le testimonianze raccolte, il giudice ha accertato l’incapacità dell’anziana. Gli accertamenti esaminati hanno mostrato infatti la presenza di una patologia neuropsichiatrica, di una forte fragilità emotiva e affettiva, oltre a una condizione di isolamento sociale e al peggioramento delle condizioni personali e abitative. Il giudice ha così condannato la badante a restituire i due appartamenti ai nipoti, riconosciuti come eredi legittimi, e a pagare circa 6mila euro di spese legali.

Fonte Leggo.it

A cura dell’Ufficio Diritti di AiBi Amici dei Bambini ETS

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