BAMBINIXLAPACE. Ai.Bi. Moldova: Alexei aiuta in cucina

Alexei lascia l’Ucraina, ma realizza il suo sogno di diventare cuoco per i profughi della guerra

Alexei ha dodici anni, e per colpa della guerra ha dovuto lasciare la sua casa, la scuola e i suoi amici. Quando è iniziato il conflitto è partito insieme alla madre per cercare la salvezza in Moldova, ma ha dovuto salutare il padre, che purtroppo non può lasciare il suo paese ed è obbligato a combattere una guerra che non voleva.

Una famiglia divisa dalla guerra

Il giorno che ha dovuto lasciare l’Ucraina, Alexei ha dovuto lasciare tutta la sua vita. Frequentava la scuola e aveva un sacco di amici, coi quali ha perso i contatti. Anche loro forse son riusciti ad attraversare il confine. Ma Alexei è chiaro, il distacco più doloroso è stato quello col padre, che non ha potuto seguire il giovane ragazzo e la propria moglie. Il saluti, deve esser stato straziante, ma più di tutto, Alexei ricorda le ultime parole del padre “Sei l’unico appoggio, cerca di essere bravo e coraggioso, fai quello che avrei fatto io. “Ora sei tu l’uomo della nostra famiglia.”

Dodici anni, una passione per la cucina e un cuore grande

Alexei fin da piccolo ha sempre avuto un sogno: diventare cuoco. La sua passione per la cucina l’ha quindi portato a voler fin da subito tirarsi su le maniche ed aiutare in cucina nel campo profughi di Carpineri, dove è arrivato insieme alla madre. Quando viveva a casa, gli piaceva molto cucinare, e appena arrivato in Moldova ha chiesto di poter aiutare a preparare i pasti “In questo modo faccio qualcosa che mi piace, imparo a preparare cibo moldavo, che apprezzo tanto, ma aiuto anche altri ucraini che vedo arrivare tutti i giorni.”
Alexei è ancora giovane, e forse cambierà idea sul lavoro che vorrà fare da grande, ma sicuramente non potrà mai dimenticare quello che sta imparando in questi giorni: Il valore dell’accoglienza e dell’umanità

 

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