Bolivia. Estrella e Solovino, i due “angeli dell’accoglienza” per i bambini abbandonati

In Bolivia, c’è un luogo dove i bambini abbandonati e in difficoltà trovano un rifugio temporaneo. Ad accoglierli e a consolarli ci sono Estrella e Solovino, due simpatici, un po’ pigri, cagnoloni che, con il loro affetto, aiutano i piccoli a superare la paura iniziale quando vengono accolti nel centro

Il centro di permanenza temporanea del Bicentenario è una struttura in Bolivia, gestita dal comune di La Paz, dove i bambini abbandonati o in grave difficoltà familiare vengono portati in attesa di essere destinati a un orfanatrofio.
Qui, ricevono una prima assistenza medica, psicologica, educativa e legale, oltre a un ambiente familiare e sicuro.

Estrella e Solovino

Ma non sono solo gli operatori del centro a prendersi cura dei bambini: ci sono anche “due angeli a quattro zampe” che li proteggono e li consolano.
Si chiamano Estrella e Solovino, due cani che sono diventati parte integrante della vita del rifugio. A chi lo chiede, viene spiegato che il significato del nome Solovino deriva dal modo in cui è giunto al centro: un giorno è apparso da solo, come se avesse scelto quel posto come sua casa.

Consolare i bambini che arrivano

Estrella e Solovino sono i primi a dare il benvenuto a chi entra nel centro, anche se lo fanno in modo piuttosto pigro.
Si limitano a fiutare i nuovi arrivati, senza abbaiare o mordere. Ma il loro ruolo più importante è quello di confortare i bambini che vengono portati spesso tra grida e lacrime.
Un ragazzo ha raccontato al personale di Ai.Bi. che quando era arrivato al centro è stato ricevuto da Solovino, che lo ha accompagnato nella sua stanza e che quando i ragazzi vanno a giocare a calcio nel campetto dell’angolo, vengono sempre accompagnati da Estrella e Solovino, che li controllano e proteggono da eventuali sconosciuti.
I bambini li considerano come dei veri amici, con cui condividere le loro gioie e i loro dolori.

Il valore terapeutico dei due “angeli”

I due cani hanno ormai conquistato il loro posto nella struttura. Quando il Comune aveva ordinato di sbarazzarsi di loro, i bambini si sono ribellati e hanno difeso le loro mascotte. Il Sindaco ha capito il valore affettivo e terapeutico dei cani e ha permesso al personale di mantenerli, a condizione che fossero sempre curati e trattati bene.
E così fa il personale del centro: raccoglie fondi per le loro crocchette; li lava ogni settimana, li porta dal veterinario e ogni tanto persino a fare la tolettatura, perché ormai fanno parte della famiglia del Bicentenario.