Educare il Domani. Il viaggio della speranza Fares

Dall’Egitto all’Italia, a piedi, alla ricerca di un futuro migliore. Fino all’arrivo nellla comunità di accoglienza di Amici dei Bambini

Ormai, quando si sente parlare di “migranti”, “rotta balcanica” o espressioni simili, chi ascolta assimila le parola senza soffermarsi o rendersi conto di tutto ciò che quelle espressioni sottintendono. Colpa dell’abitudine e, in parte, anche delle continue “emergenze” che vengono evocate più a fini politici che non con la vera volontà di risolvere o quanto meno provare a dirimire la questione.
Invece, dietro ogni parola generica e abusata ci sono storie vissute realmene. Ci sono decisioni difficili da prendere, paure sconosciute e lotte per sopravvivere.
A volte, però, c’è anche un lieto fine. Che magari vero e proprio lieto fine non è, ma è la possibilità di un nuovo inizio. E non è cosa da poco

La storia di Fares

Fares è nato in una piccola cittadina dell’Egitto, dove ha vissuto con la sua famiglia composta dai genitori, due fratelli di 18 e 13 anni e una sorella di 3 anni.Durante l’infanzia, oltre a frequentare la scuola elementare, lavorava in una fabbrica di alluminio, attività che ha continuato a svolgere fino alla decisione di partire per l’Italia alla ricerca di un futuro migliore.
Il viaggio verso l’Italia è iniziato a piedi e ha previsto il passaggio dalla Libia. Da lì, Fares ha attraversato il mare per raggiungere la Grecia, arrivando a nuotare l’ultimo tratto fino alle coste. Una volta giunto in Grecia, ha proseguito a piedi attraverso i Balcani, passando per AlbaniaKosovo, Serbia e Ungheria, fino ad arrivare in Austria, da dove ha poi raggiunto l’Italia.
Il percorso è stato lungo e faticoso e solo in rare occasioni ha potuto percorrere alcuni tratti in automobile. Nonostante le difficoltà, Fares racconta di non aver incontrato particolari problemi e, nel complesso, il viaggio si è svolto senza gravi intoppi. Il momento più difficile lo ha vissuto in Ungheria, dove, appena arrivato, ha perso il telefono cellulare.
Fares ha intrapreso il viaggio insieme ad alcuni amici, con i quali è partito dall’Egitto. In Grecia, però, il gruppo si è sciolto e Fares ha incontrato altre persone migranti, con le quali ha proseguito il cammino. Una volta arrivati in Italia, i suoi compagni di viaggio si sono ricongiunti con i propri familiari, lasciandolo solo.

In Casa Padre Mario

Non conoscendo nessuno e non parlando la lingua italiana, Fares ha trascorso tre giorni e tre notti per le strade di Crema, fino a quando ha deciso di presentarsi spontaneamente alla polizia. Qui è stato identificato e successivamente affidato ai servizi competenti.
Fares è arrivato a Casa Padre Mario, la comunità di accoglienza per adolescenti di Amici dei Bambini e la Cooperativa AIBC, la sera di giovedì 23 ottobre e si è mostrato motivato a rimanere e a intraprendere un percorso di integrazione.

Il progetto “Educare il Domani”

L’iniziativa mira a contrastare la povertà educativa, l’esclusione sociale e l’indigenza sostenendo le comunità educative per adolescenti e i centri di aiuto alla famiglia “Pan di Zucchero”, ideati da Ai.Bi. oltre 10 anni fa per essere vicina ai bisogni di bambini, ragazzi e famiglie sul territorio.
Per sostenere il progetto Educare il Domani clicca QUI.
Se vuoi fare di più e stare vicino ogni giorno ai bambini e ai ragazzi dei nostri Pan di Zucchero, ricevere informazione periodiche sulle attività, puoi attivare una Adozione a Distanza.