Marocco. I nostri careleaver: abbandonati alla nascita, ora lottano per l’ultima speranza. Tre storie di successo

Rochdi Kamal, 20 anni, si prepara per lavorare in un grande hotel. Zouhair Bendany, 18 anni, studia per diventare ingegnere. Ashraf Et-Tahir, 24 anni, grazie ad Ai.Bi. il prossimo anno prenderà il diploma! 

Non tutti i minori abbandonati accolti negli istituti hanno la fortuna di incontrare durante il loro cammino una mamma e un papà che li tolga dalla solitudine e gli doni il calore e di una famiglia.

Quei bambini crescono nei centri di accoglienza, accuditi con amore dal personale delle strutture. Studiano, si preparano ad affrontare il mondo, quando, giunti alla maggiore età dovranno spiccare il volo verso il loro futuro, senza avere una famiglia alle spalle che li aiuti e li protegga.

Ma i nostri ragazzi sanno che nel mondo non saranno mai soli, perché Ai.Bi. sarà sempre al loro fianco. Amici dei Bambini, grazie al fondamentale supporto del Sostegno a Distanza si occupa anche di loro, dei careleaver, come sono chiamati i ragazzi proiettati verso la vita adulta al di fuori dell’istituto.

Come?

Formandoli, accompagnandoli nel loro percorso verso il futuro. Realizzando programmi utili al loro inserimento lavorativo nella società, non lasciando questi giovani nuovamente soli, abbandonati a loro stessi.

Un Sostegno a Distanza per i careleaver del Marocco. Tre storie di successo

Proprio come è accaduto in Marocco per Rochdi Kamal, 20 anni, ospite del centro Rita Zniber dalla sua nascita.

Rochdi è un ragazzo serio, socievole e simpatico. Dopo 3 anni un po’ difficili a scuola, grazie al programma di sviluppo personale sostenuto da Ai.Bi. ha deciso di cambiare percorso e di iscriversi ad un corso di formazione professionale alberghiera.

In attesa del diploma professionale Rochdi, con il sostegno del centro, ha potuto trovare uno stage presso una grande azienda automobilistica con sede a Meknes per cominciare a familiarizzare con il mondo del lavoro. Nel frattempo continua a seguire le lezioni della scuola alberghiera, come cameriere da sala, per poter un giorno lavorare in un grande hotel.

O come Zouhair Bendany, 18 anni, arrivato a centro di accoglienza Dar Al Atfal Al Ouafae alla tenera età di 3 anni.

Zouhair è un ragazzo socievole e calmo che ama studiare, infatti sta frequentando il primo anno di superiori ad indirizzo scientifico e vorrebbe continuare gli studi. Gli operatori del centro lo sostengono grazie anche al programma Ai.Bi. dedicato allo sviluppo delle proprie capacità personali. Zouhair ama lo sport, giocare a calcio e sogna di diventare un ingegnere.

O ancora come Ashraf Et-Tahir, ragazzo marocchino di  24 anni, curato ed accudito fin dalla nascita dalla Fondazione Rita Zniber.

Ashraf é un giovane tranquillo, la sua carriera scolastica si è conclusa in terza superiore. Non potendo continuare gli studi, si è orientato verso una formazione professionale in sartoria.

Questa strada si è dimostrata non ottimale e per dare a questo giovane una seconda possibilità di inserimento socio-professionale, il centro lo ha iscritto ad un corso di formazione nel settore turistico alberghiero. Per evitare che Ashraf si demotivi ancora, gli educatori, nel contesto del progetto di sostegno ai giovani  careleaver di Ai.Bi, lo seguono attraverso sessioni di coaching personale e professionale. Ed è proprio grazie alla dedizione degli educatori e alla presenza del programma Ai.Bi. che Ashraf si diplomerà l’anno prossimo!

La formazione di questi giovani adulti è fondamentale per aiutarli a trovare un impiego lavorativo che gli permetta di vivere la propria vita con fiducia e serenità. Ma per seguire al meglio i giovani careleaver del Marocco c’è bisogno anche del tuo prezioso aiuto.

Grazie al Sostegno a Distanza,  con 25 euro al mese, meno di un caffè al giorno, puoi aiutare i giovani adulti marocchini a costruire il loro futuro.

Pensaci. Il tuo aiuto può fare la differenza.

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