Natale e Coronavirus: è il momento di evitare la terza ondata, ma dipende da ciascuno di noi

Il Coronavirus è ciclico: la curva ritornerà a crescere, di poco o di tanto. Dobbiamo lavorare e impegnarci per far si che sia di poco”.

Mancano 30 giorni a Natale e mentre Palazzo Chigi, pur mantenendo una linea cauta, sta tentando di trovare una quadra per permettere agli italiani di trascorrere le festività con i propri cari, (ma non troppi) e di capire se anche in era covid possano essere salvate le tradizionali vacanze sulla neve, molti italiani si domandano se ci si debba preparare ad una possibile terza ondata e quando saranno concretamente disponibili i vaccini.

Intendiamoci, il Natale è importante. Tutti vorremmo stringerci attorno alla nostra famiglia e sentire la loro vicinanza in questo periodo di difficoltà ed emergenza. Come nessuno dimentica che dietro “le vacanze sugli sci”, ci siano molti lavoratori e famiglie che vivono grazie alle attività di montagna.

Ma la riflessione è se in questo momento, non sia fondamentale uno sforzo collettivo per cercare di evitare il presentarsi di una terza ondata che potrebbe veramente mettere in ginocchio il Paese.


Coronavirus: l’andamento è ciclico

Ranieri Guerra, direttore generale aggiunto OMS e membro del comitato tecnico scientifico del Governo, in una intervista sul Fatto Quotidiano ammonisce: “ L’andamento epidemiologico di questo coronavirus è ciclico, sappiamo perfettamente come si comporterà”.

Alla domanda posta dal giornalista Giampiero Calapà se la terza ondata sia scontata, Guerra risponde:

Dipende da quel che faremo durante le feste di Natale. Tra quindici, venti giorni, avremo una sostanziosa diminuzione dei contagi. Le terapie intensive si svuoteranno e ci saranno molti meno ricoveri. Ma SarsCov2, appunto è ciclico: la curva ritornerà a crescere, di poco o di tanto. Dobbiamo lavorare e impegnarci per far si che sia di poco”.

Quando poi si passa a parlare di vaccini, il direttore generale aggiunto OMS, sulla polemica riguardante la loro “affidabilità” è chiaro: “Sono sicuro che le agenzie del farmaco americana ed europea, Fda ed Ema, non si faranno scappare nulla con l’attenzione mondiale addosso che hanno in questo momento”.

Intanto sul quotidiano Libero, Piero Di Lorenzo, amministratore delegato della Irbm ( vaccino Oxford – Pomezia – Astrazeneca), in merito al tanto atteso arrivo delle prime dosi rende noto che “Se la validazione arriverà prima di Natale, dovremmo avere subito circa 2 milioni di dosi per gli operatori sanitari e i più fragili”.

Attendiamo i prossimi sviluppi.