Siria: il fenomeno degli sfollati che vivono fuori dai campi profughi di Idlib

Ai.Bi. grazie al finanziamento della Provincia di Bolzano ha distribuito kit igienici e acqua potabile a 54 famiglie alloggiate in un campo informale di Idlib e ad un centinaio di altri nuclei familiari che risiedono in tende, magazzini, stalle e rifugi di fortuna

 Quante sono in Siria le famiglie che scappano dalla guerra? Sono moltissime.

In Siria si registra uno dei numeri più alti di sfollati interni, ossia di individui che per volontà o per impossibilità, decidono di lasciare la propria abitazione, ma  non di varcare i confini del proprio Paese per trovare rifugio.

Il problema è proprio questo. Dove trovare riparo dalla violenza del conflitto e dalle intemperie?


Nell’ultimo anno, la situazione abitativa degli sfollati interni in Siria è mutata in maniera sostanziale a causa del loro grande numero e dell’aggravarsi della situazione economica.

Fin dal 2016, l’arrivo nel nord ovest della Siria, di famiglie che fuggivano dalla guerra o dalla repressione del regime nelle aree governative, ha cominciato a diventare un fenomeno crescente. In questa prima fase, le famiglie avevano la possibilità di rifugiarsi in case in affitto o di condividere lo stesso tetto con i propri parenti.

 A partire dal 2017/2018, con l’avanzare delle forze governative, si sono iniziati a verificare i primi spostamenti di massa e con loro sono comparsi i primi campi formali gestiti dalle Nazioni Unite, al fine di trovare una soluzione abitativa temporanea alla popolazione sfollata.

Il prolungarsi di una guerra a diverse intensità ha fatto sì che negli anni molti degli sfollati tentassero di rientrare nelle loro case per poi essere costretti a scappare nuovamente. Così, tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019,  ai campi formali delle Nazioni Unite si sono affiancati i primi campi informali, molti dei quali gestiti da ONG o da gruppi automi.

Il grande esodo

 Tra il dicembre 2019 e il marzo 2020a causa dei bombardamenti a sud di Idlib, quasi un milione di persone sono state costrette a rifugiarsi letteralmente sotto gli ulivi che riempiono i campi del nord ovest siriano.

Nei primi mesi del 2020, la comunità internazionale si è mobilitata per garantire rifugi sicuri per le famiglie vulnerabili, ma il numero di sfollati era così alto che molti di loro hanno cercato riparo in scuole, moschee, magazzini in disuso, stalle e ruderi. Al tempo stesso i meno fortunati, migliaia di famiglie di braccianti sfollati, non hanno avuto migliore opportunità che quella di piantare le proprie tende a lato dei terreni dove lavoravano.

In tutto questo, a marzo 2020 ci si è messa anche la pandemia da coronavirus!

 Con l’arrivo della pandemia ci si è ritrovati difronte ad uno scenario molto complesso. I bisogni sono cresciuti, il potere d’acquisto delle famiglie è diventato pressoché nullo e la logistica complicata. Idlib e tutte le sue zone rurali, sono costellate da campi di sfollati, tutti gli edifici agibili sono occupati e affollati e mini conglomerati di tende si notano tra i campi coltivati.

Ai.Bi. grazie al prezioso supporto economico della Provincia di Bolzano e coadiuvata dal partner locale Kids Paradise è venuta in aiuto alla popolazione più vulnerabile attraverso la distribuzioni di kit igienici e acqua potabile a 54 famiglie alloggiate in un campo informale e ad un centinaio di altri nuclei familiari di sfollati che risiedono al di fuori dei campi (tende, magazzini, stalle e rifugi di fortuna).

Aiutaci a portare aiuto alle famiglie di Idlib vittime della guerra

 Tanto è stato fatto, ma con il tuo sostegno potremo fare molto di più!

Aiutaci a sostenere le famiglie di Idlib stremate da undici anni di conflitto.

Con un Sostegno a Distanza di 25 euro al mese, potrai tendere loro la tua mano, aiutando Ai.Bi. nella realizzazione dei progetti a loro dedicati.

Ai.Bi. ti terrà costantemente aggiornato, con report mensili sull’evoluzione di ogni attività Potrai conoscere le storie dei bambini, condividerne le gioie, le sofferenze, le speranze… insomma diventerà, se lo vorrai, anche “il tuo progetto” e potrai così monitorare da vicino ogni progresso, grazie a costanti aggiornamenti.

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