Siria. Il peggior Paese del mondo per attacchi alle scuole: 897 bambini uccisi nel 2019

Nel Nord-Ovest del Paese vive nei campi profughi un milione di nuovi rifugiati interni in larga parte minori

La Siria, Paese quasi dimenticato dai media ma ormai nel decimo anno di una interminabile guerra civile, è il peggior Paese al mondo per attacchi alle scuole. Sono infatti stati 897 i bambini uccisi nel corso del 2019. A rivelarlo è la Rete siriana per i diritti umani (SNHR), in un rapporto recentemente pubblicato, nel quale è evidenziata la relazione del Segretario generale delle Nazioni Unite su bambini e conflitti armati, che mostra come il Paese mediorientale sia il peggiore o tra i peggiori paesi al mondo in diversi tipi di violazioni.

Il rapporto di sei pagine ha classificato la Siria in base a una serie di modelli di violazioni come il peggior paese al mondo in termini di uccisioni e attacchi alle scuole, il secondo peggior Paese al mondo in termini di reclutamento di bambini e attacchi agli ospedali e il quarto peggior paese al mondo in termini di detenzioni e diniego di accesso umanitario. La relazione si riferisce alle statistiche incluse nella relazione del Segretario Generale, con cui la relazione SNHR effettua un breve confronto con le cifre documentate nel database SNHR per il 2019, rilevando che le statistiche sono in gran parte comparabili.

Siria e attacchi alle scuole: le uccisioni di bambini nel 2019

Il rapporto del segretario generale ha registrato l’uccisione di 897 bambini in Siria nel 2019, rendendolo il peggior paese al mondo in termini di uccisioni di bambini, e il terzo peggior paese al mondo in termini di uccisioni e mutilazioni di bambini dopo l’Afghanistan, mentre il bilancio delle vittime tra i bambini, secondo il database SNHR, era vicino a 900 bambini.

Proprio per sostenere e supportare i bambini siriani, Ai.Bi. è l’unica organizzazione umanitaria italiana a operare nel Nord-Ovest del Paese, dove si sono ammassate, ormai dalla fine del 2019, circa un milione di nuovi rifugiati interni, in larga parte minori (si stima che siano mezzo milione), costretti a vivere nei campi informali, nell’assenza delle più basilari condizioni igienico-sanitarie.

In questo contesto Ai.Bi. – Amici dei Bambini, con il supporto del partner locale Kids Paradise, ha distribuito prodotti igienici, acqua potabile e presidi di protezione personale a oltre 330 nuclei familiari composti in media da sei componenti (di cui almeno il 50% minori) per un totale di 1980 persone, appartenenti a popolazione profuga in situazione di incertezza abitativa, carenza alimentare e sanitaria, ospiti in campi profughi nei distretti di Ma’arat Misrin e Harim.

Anche tu puoi sostenere le attività di Amici dei Bambini in Siria, con la campagna “#Continuiamodaibambini. L’accoglienza non si ferma”.

Non lasciarli soli. Dona subito: https://www.aibi.it/ita/continuiamo-dai-bambini/

ASCOLTA L’INTERVISTA DI “RADIO IN FAMIGLIA” CON MATTIA RIZZI, RESPONSABILE DEI PROGETTI DI AI.BI. IN SIRIA