Un instant book sui 10 anni di guerra in Siria, l’impegno delle ong per i bambini

L’impegno di Ai.Bi in Siria prosegue ininterrotto dal 2013. Ora le tante iniziative vengono raccontate, insieme a quelle delle altre ONG presenti sul territorio, in un libro di Vita

I 10 anni di guerra in Siria, lo ha raccontato anche Ai.Bi., sono una tragedia della quale si è parlato sempre troppo poco, dimenticandosela spesso come una dato di fatto, terribile, su cui nulla si può fare.

La tragedia del presente e del futuro della guerra in Siria

Una tragedia in cui, come ha dichiarato a Sir padre Hanna Jallouf, francescano della Custodia di Terra Santa, parroco latino di Knaye, uno dei tre villaggi cristiani della Valle dell’Oronte, nella provincia di Idlib: “tutto lascia presagire che il futuro sarà peggiore del presente, perché non sappiamo come andrà a finire. Il nostro presente ci parla di povertà estrema, di fame, di abusi, di mancanza di ogni servizio di base, sanitario in particolare. Il futuro è ancora più buio e la gente è disperata perché non sa più come andare avanti”.

Eppure, in questo scenario, come spesso succede nei territorio apparentemente più dimenticati del pianeta, non sono mancate e non mancano le persone e le realtà che si adoperano per cercare di portare un raggio di speranza, specie verso i bambini: soggetti dai quali bisogna partire per ripensare un possibile futuro.

Un instant book sulle iniziative di Ai.Bi e altre ONG in Siria

A raccontare la guerra, e, soprattutto, questi progetti, ci pensa, ora, l’ instant book “10 anni di Guerra, Ong In Siria – La cooperazione in prima linea a supporto di bambini e famiglie” scaricabile gratuitamente dal sito di Vita.it. All’interno, insieme agli interventi di personalità come Vittorio Emanuele Parsi, Paolo Branca e Padre Claudio Monge, anche il racconto dei progetti partati avanti da varia ONG tra le quali, in prima fila, c’è Ai.Bi.
Come sottolinea la giornalista Asmae Dachan nell’introduzione del libro: “Sono circa 11,1 milioni i siriani rimasti in Patria che non sono più in grado di acquistare viveri e beni di prima necessità e dipendono dagli aiuti umanitari, mentre l’80% della popolazione vive ormai sotto la soglia della povertà. Il 50% degli ospedali sono stati rasi al suolo o resi inagibili. Le scuole distrutte sono state oltre settemila…”

Numeri impietosi, davanti ai quali le azioni delle diverse ONG sono l’unica, ma insufficiente, risposta. Perché, come sottolinea Vita nel suo articolo di presentazione dell’iniziativa, “per ripartire è fondamentale il supporto della cooperazione internazionale [e] ripartire dai bambini e reinserirli nel sistema scolastico è il primo passo per garantire al Paese un futuro.

Le iniziative di Ai.Bi. in Siria

Ai.Bi. è dal 2014 attiva sul territorio, dove in questi anni ha implementato una serie di progetti con la collaborazione di alcuni partner locali: formazione agricola e zootecnica di donne capofamiglia, la recente distribuzione di 480 pecore e il montaggio di 120 serre in 4 villaggi di Idlib, la costruzione di 9 unità mobili per attività ricreative e 3 spazi sicuri per il sostegno psicosociale ai bambini in tre scuole di Harim. L’attività di formazione per 191 care givers/operatori sociali e per 4.500 donne sulla protezione dei minori e sulla violenza di genere. La distribuzione di ceste alimentari a 1440 famiglie e di voucher per l’acquisto di beni di prima necessità a 280 famiglie. L’apertura di un forno, una ludoteca e una sartoria sotterranee. La distribuzione di oltre 32 mila razioni alimentari.

Tanti progetti che spingono a fare ancora di più, grazie anche e soprattutto alla forza del Sostegno a distanza: 25 euro al mese, con i quali si può tenere viva la speranza di un popolo verso il futuro.

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