Mese: Dicembre 2014

AiBinews

Bambini senza valigia: viaggio di solo andata dall’abbandono

Quel cancello che non ha mai oltrepassato questa volta è aperto. Boris ha paura di fare quel passo in più che fino a quel momento non gli era consentito. Non sa ancora che quel freddo e grigio cancello per lui è come un portale magico: lo porterà da un istituto a una famigliadalla Russia all’Italia, da una vita a un’altra.

AiBinews annus horribilis

La CAI mantiene “top secret” le visite delle delegazioni straniere in Italia: enti autorizzati mai coinvolti né informati. Non rispettate le linee guida della stessa CAI

Una volta si cercava di tenere nascosto l’amante. Ora si tenta di mantenere il segreto anche sull’ospite. Pare essere questa la scelta della Commissione Adozioni Internazionali in merito alle visite in Italia delle delegazioni delle autorità centrali per le adozioni degli altri Paesi. In tutti gli ultimi casi, infatti, gli incontri tra i rappresentanti della CAI e i loro colleghi stranieri sono avvenuti nel riserbo più generale. Un riserbo mantenuto, paradossalmente, anche nei confronti degli enti autorizzati, ovvero i soggetti maggiormente  interessati al buon esito di tali incontri, i quali  avrebbero avuto il diritto non solo di essere informati, ma  anche di partecipare a tali incontri.

AiBinews

Bologna, l’appello del Cardinale Caffarra ai genitori adottivi e affidatari: “Combattete contro la cultura che nega il diritto di ogni bambino ad avere un padre e una madre”

“Oggi sembra di poter dire che il figlio, più che un dono atteso, sia un diritto da programmare. È questo il grande equivoco dei nostri tempi contro cui l’Arcivescovo di Bologna Cardinale Carlo Caffarra ha voluto mettere in guardia nel corso della veglia di preghiera che si è tenuta nella cattedrale felsinea di San Pietro domenica 28 dicembre, in occasione della festa della Sacra Famiglia.

AiBinews

Adozioni: il governo tace. 130 coppie ancora in attesa

“Anche quest’anno la nostra lettera si conclude con ‘speriamo di abbracciarti presto’, ma non sono sicuro che mio figlio ci creda ancora”. Per Rita, suo marito e le altre centotrenta coppie italiane ancora in attesa di abbracciare i loro figli già legalmente adottati in Congo, quello appena passato, è stato il secondo Natale senza poter abbracciare i bambini che già portano il loro cognome.