Mestre. “All’Improvviso Komir” nel maxischermo dell’Uci Cinemas veneto: come l’accoglienza di un bambino abbandonato trasforma il volto del male

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Dopo la tappa di Milano, martedì 15 novembre arriva all’UCI Cinemas Mestre “All’improvviso Komir” un film di Rocco Ricciardulli, con la partecipazione speciale di Gaia Amaral.

Il film, presentato all’Italian film festival di Berlino nel 2015 e al “Concorso Rivelazioni” della Cineteca Italiana di Milano, continua in giro per l’Italia il suo tour nelle sale Uci Cinemas con il patrocinio di Ai.Bi., Amici dei Bambini.

 Un film che porta sul maxischermo la lotta tra il bene e il male e il potere salvifico dell’accoglienza nel momento in cui quest’ultima diventa occasione di rinascita per un bambino che vive il dramma del suo abbandono e per chi si fa carico del suo destino.

La pellicola narra di due micro criminali della periferia milanese alla disperata ricerca di una via d’uscita. Sarà Komir, un bambino albanese comparso dal nulla, a ridare finalmente un senso alle loro esistenze. Gianni e Sandro verranno catturati dall’innocenza del piccolo Komir, e si legheranno a lui, fino a diventarne inaspettatamente responsabili del suo destino.

Perché la vera vittoria è aprire il proprio cuore ai più fragili, come i bambini abbandonati. E in nome loro mettere in discussione tutto: denaro, potere ma anche la tua stessa vita, ‘scoprendo’ così un pertugio che apre la strada alla redenzione dello stesso male.

Per questo il film, girato con pochissimi mezzi, è patrocinato da Ai.Bi, Amici dei Bambini, dando vita così a un progetto che ha unito Noura Film, distributore del film e Ai.Bi. Una collaborazione virtuosa che ha come obiettivo la sensibilizzazione attraverso la promozione di un film indipendente.

Un film che con la potenza delle immagini, dei primi piani e dei lunghi silenzi del bambino protagonista, pone lo spettatore di fronte all’unica grande verità: un bambino abbandonato conosce una sola, ma importante nota, quella del sentimento nel suo silenzio assordante’. Il ‘grido’ del bambino abbandonato, l’unico  linguaggio capace di perforare il cuore anche del più malvagio degli uomini.