Repubblica Democratica del Congo. Fede e politica insieme per spegnere la guerra

Le comunità religiose lanciano un piano di pacificazione nazionale con il sostegno del presidente Tshisekedi. Dal “mese della pace” a una conferenza internazionale per il finanziamento della ricostruzione

Le confessioni religiose della Repubblica Democratica del Congo hanno deciso di unire le forze per promuovere un percorso di riconciliazione nazionale e porre fine a oltre trent’anni di conflitti armati che hanno insanguinato il Paese, ma che soprattutto nell’ultimo periodo stanno sconvolgendo la vita della popolazione, in particolare nella zona del Nord Kivu e la città di Goma, dove hanno sede i due orfanotrofi con i quali Ai.Bi. Amici dei Bambini collabora.

L’incontro

Lunedì 25 agosto, a Kinshasa, la Conferenza episcopale nazionale del Congo (Cenco), la Chiesa di Cristo in Congo (Ecc), la Piattaforma delle confessioni religiose e la Coalizione interconfessionale per la Nazione hanno presentato una road map articolata in quattro fasi, sottoposta anche al presidente Félix Tshisekedi. L’obiettivo dichiarato è “ristabilire la pace, la coesione nazionale, la convivenza e consolidare il diritto democratico”, favorendo una “uscita olistica e duratura” dal ciclo di violenza.

Cessato e il fuoco e “patto sociale” per la pace

La prima fase punta a creare un clima favorevole al dialogo, attraverso un “mese della pace” con attività spirituali, azioni di sensibilizzazione e la celebrazione di un culto ecumenico nazionale, esteso anche alle aree sotto controllo dell’M23, uno dei principali gruppi ribelli. L’intento è scardinare pratiche dannose e diffondere valori di fratellanza, solidarietà e rispetto reciproco. Parallelamente, le religioni promuovono iniziative di advocacy per un cessate il fuoco effettivo, il sostegno agli sfollati e il disimpegno dei gruppi armati.
La seconda fase prevede due dialoghi complementari: uno “degli esperti”, che dovrà porre le basi razionali e tecniche di un futuro Patto sociale per la pace, affrontando temi cruciali come governance, giustizia e gestione delle risorse; e uno politico, definito come “il culmine del processo”, volto a ottenere un compromesso patriottico tra maggioranza, opposizione armata e non armata, società civile e diaspora.
Infine, la road map chiama in causa anche la comunità internazionale. Essendo la crisi congolese intrecciata a interessi e ingerenze straniere, è prevista una conferenza sulla pace nella regione dei Grandi Laghi e un summit per il finanziamento della ricostruzione.

Il tuo aiuto per i bambini della Repubblica Democratica del Congo

La Repubblica Democratica del Congo è uno dei Paesi in cui Ai.Bi., da ormai molti anni, porta avanti le sue iniziative attraverso progetti di Cooperazione Internazionale. Oggi, il Paese sta soffrendo per le difficoltà di una guerra che sta creando particolari problemi nella zona di Goma, verso il confine con il Rwanda. Proprio qui hanno sede i due orfanotrofi partener di Ai.Bi.: ecco perché, oggi più che mai, i bambini vittime di abbandono della Repubblica Democratica del Congo hanno bisogno dell’aiuto di tutti. Ecco quello che può fare per aiutarli.

E ricorda: ogni donazione ad Ai.Bi. gode delle seguenti agevolazioni fiscali.
Anche questo progetto fa parte della campagna Emergenza Abbandono in Africa.