Adozione internazionale e bisogni sanitari: una disponibilità che non limita

Se diamo disponibilità, nella documentazione, a un bimbo con bisogno sanitario, verremo chiamati “solo” per questo tipo di abbinamenti? O anche per “casi normali”?

Molte coppie si interrogano su un aspetto molto concreto: dichiarare questa apertura nella documentazione significa essere presi in considerazione solo per questo tipo di abbinamenti? La risposta è chiara e rassicurante: no.

I bisogni sanitari speciali

Indicare la disponibilità ad accogliere un bambino con un bisogno sanitario specifico non crea vincoli né “corsie preferenziali” obbligate.
Non esistono, infatti, liste separate o percorsi distinti tra coppie che danno disponibilità a bambini con bisogni speciali e famiglie che non la danno, ma esistono invece liste distinte di bambini con bisogni speciali e di quelli definiti “ordinari”. Ogni abbinamento viene valutato singolarmente, tenendo conto sia del profilo del minore sia di quello della famiglia, delle sue risorse, delle sue competenze e del suo percorso di consapevolezza.
Questa disponibilità ha piuttosto un valore conoscitivo: permette ai Servizi, agli Enti autorizzati e ai Paesi di origine dei minori di avere un quadro più completo e realistico della famiglia. È uno strumento che aiuta a costruire abbinamenti più rispettosi e sostenibili, nell’interesse primario del bambino, ma anche della famiglia che lo accoglierà.

Il confronto con gli aspiranti genitori adottivi

È importante ricordare che nessun abbinamento è automatico. Ogni proposta viene condivisa e spiegata in modo approfondito, lasciando spazio a domande, riflessioni e tempi adeguati. La famiglia mantiene sempre la possibilità di valutare se si sente pronta, in quel momento della propria storia, ad accogliere proprio quel bambino, con le sue caratteristiche e i suoi bisogni.
Oggi, è vero, molti bambini che arrivano all’adozione internazionale presentano bisogni speciali, più o meno complessi. Dichiarare una disponibilità in ambito sanitario non significa assumere un impegno cieco o irrevocabile, ma mettersi in ascolto, con responsabilità e consapevolezza.
Per questo è fondamentale il dialogo continuo e aperto con l’équipe psico-sociale: fare domande, esprimere dubbi e timori non è un segno di fragilità, ma il primo passo di un cammino adottivo autentico e condiviso.

Informazioni e domande sull’adozione internazionale

Chi sta considerando un’adozione internazionale o semplicemente desidera avere maggiori informazioni su questi temi, può contattare l’ufficio adozioni di Ai.Bi. scrivendo un’e-mail a adozioni@aibi.it.
Ai.Bi. organizza periodicamente anche dei corsi pensati per dare alle coppie che si avvicinano per la prima volta al mondo dell’adozione, dando loro le nozioni base sulla normativa di riferimento, le procedure da espletare, la presentazione della domanda di idoneità, ecc. A questo link si possono trovare tutte le informazioni relative al prossimo corso online “Primi passi nel mondo dell’Adozione Internazionale”.

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