Africa, la strage silenziosa dei più piccoli che il mondo continua a ignorare

Due milioni e settecentomila bambini morti ogni anno per cause evitabili, mentre conflitti e tagli agli aiuti aggravano la crisi. Dal Congresso africano di pediatria in Marocco l’appello per una risposta comune

Ogni anno in Africa oltre 2,7 milioni di bambini muoiono prima di compiere cinque anni per cause in gran parte evitabili. Una cifra, stimata da Unicef, che pesa come una condanna collettiva e che trasforma la mortalità infantile in una vera e propria strage degli innocenti, consumata spesso lontano dai riflettori internazionali, ma aggravata oggi da nuove crisi globali.

Il congresso africano di pediatria

Il 10 gennaio si è tenuto in Marocco la seconda edizione del Congresso africano di pediatria, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione sanitaria tra i Paesi del continente e coordinare risposte comuni alle emergenze che colpiscono bambini e neonati. L’evento, posto sotto l’Alto Patronato di Sua Maestà il Re Mohammed VI, è stato organizzato dall’Associazione casablancaise dei pediatri privati (ACPP) e dall’Associazione africana di pediatria, in partenariato con il Ministero della Salute e della Protezione sociale e la Fondazione Mohammed VI delle Scienze e della Salute (FM6SS).
Esperti e professionisti provenienti da numerosi Paesi africani si sono confrontati sulle principali sfide pediatriche: mortalità infantilemalnutrizionemalattie infettive, ma anche nuove emergenze come i disturbi della salute mentale e l’aumento delle patologie croniche in età pediatrica. Al centro del dibattito anche le profonde disuguaglianze nell’accesso alle cure, la carenza di pediatri nelle aree rurali e il ruolo crescente delle tecnologie digitali nella diagnosi precoce e nel monitoraggio dei piccoli pazienti. Centrale, infine, il tema della formazione continua dei medici africani, considerata essenziale per migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria, adattandola alle realtà locali.

Aumentano i decessi di bambini

L’allarme è reso ancora più grave dalle ultime previsioni internazionali. Secondo un rapporto della Gates Foundation, basato sulle stime dell’Institute for Health Metrics and Evaluation di Washington, nel 2025 i decessi dei bambini sotto i cinque anni aumenteranno a livello globale per la prima volta da decenni. Si stimano circa 243.000 morti infantili in più rispetto al 2024, con un incremento quasi interamente concentrato in Paesi africani come Repubblica Democratica del Congo, Somalia e Uganda, segnati da conflitti armati, sistemi sanitari fragili, forte indebitamento e drastici tagli agli aiuti internazionali.
Bill Gates ha parlato di “cinque anni difficili”, aggravati dal crollo del 27 per cento degli aiuti sanitari globali provenienti dai Paesi più ricchi. In vaste aree dell’Africa, mentre India e altre regioni continuano a registrare progressi, le organizzazioni umanitarie segnalano bambini sempre più malnutriti e servizi sanitari ridotti per mancanza di fondi.

La necessità di una cooperazione concreta

Il congresso di Rabat rappresenta dunque un segnale politico e scientifico importante: senza una cooperazione concreta e duratura, il prezzo più alto continueranno a pagarlo i bambini africani. E ogni numero resterà una vita spezzata troppo presto.

Africa. Emergenza Abbandono

Ai.Bi. ha lanciato in Africa una grande campagna di contrasto all’abbandono che coinvolge Burundi, Ghana, Kenya, Marocco, Nigeria, Repubblica del Congo, Repubblica Democratica del Congo e Tunisia, per assicurare a un numero sempre maggiore di bambini abbandonati la possibilità di vivere un presente migliore e riaccendere la loro speranza nel futuro. Sostieni anche tu la campagna “Africa. Emergenza Abbandono”.

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