Reddito di Libertà. Sale a 530 euro il contributo per le donne vittime di violenza in stato di bisogno

Una circolare dell’INPS conferma le novità relative al Reddito di Libertà 2026: il contributo sale a 530 euro per 12 mensilità. Domanda da inviare tramite i comuni e solo per le donne sono seguite da un centro antiviolenza

L’INPS ha recentemente pubblicato una circolare che riepiloga le principali novità e aggiorna le indicazioni per il Reddito di Libertà, una misura voluta per sostenere economicamente le donne vittime di violenza che si trovano in condizioni di bisogno, aiutandole nel loro percorso di autonomia abitativa e personale, nonché supportando il percorso scolastico di eventuali figli minori.

530 euro per 12 mensilità

Come già preannunciato verso la fine dell’anno scorso, è prima di tutto stato confermato l’aumento del contributo mensile previsto, salito a 530 euro per un massimo di 12 mensilità. L’Istituto di previdenza specifica che l’aumento avverrà “tenendo conto delle risorse disponibili”. Queste, dovrebbero beneficiare di ulteriori risorse statali e risorse regionali trasferite proprio per finanziare la misura.
Inizialmente, l’INPS procederà a integrare l’importo per le domande già ricevute nel 2025, dopodiché passera ad analizzare e accettare le domande presentate nel 2026.
Per quanto riguarda le domande 2025 che alla fine dell’anno non erano state ancora accettate per mancanza di risorse, potranno essere nuovamente presentate nel 2026, fino al 31 dicembre.

Domande inviate tramite il comune

Nella circolare, l’INPS ricorda che tutte le comunicazioni riguardanti il Reddito di Libertà saranno gestite tramite i Comuni. Sono questi, infatti, gli enti a cui si deve presentare la domanda e sono sempre loro i primi a dover effettuare la verifica del possesso dei requisiti e la validità dei dati indicati, ricordando che la “condizione di povertà”, legata a uno stato di bisogno, è dichiarata dai servizi sociali.
Solo dopo queste verifiche, e il controllo ulteriore che le donne che chiedono il contributo siano seguite da un centro antiviolenza, le domande possono essere girate all’INPS che a sua volta darà notizia dell’inizio dell’erogazione del contributo, sempre attraverso gli enti locali.

Per maggiori informazioni relative al Reddito di Libertà, si può consultare la pagina dedicata del sito dell’INPS.