Medici di famiglia e case di Comunità. Approvato l’atto di indirizzo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale

L’accordo prevede l’obbligo per i medici di medicina generale di svolgere nelle Case della Comunità fino a un massimo di 6 ore settimanali

Dopo il recente stop alla riforma dei medici di famiglia che ha spaccato il centro destra, nei giorni scorsi è stato approvato dal Comitato di settore Regione-Sanità della Conferenza delle Regioni l’atto di indirizzo propedeutico al rinnovo dell’accordo collettivo nazionale dei medici di medicina generale. Si cerca in questo modo di trovare una rapida soluzione in vista della scadenza di fine mese prevista dal Pnrr per l’apertura delle Case di Comunità garantendone in tale maniera la piena operatività.
L’atto di indirizzo, spiega la Conferenza delle Regioni, prevede  l’obbligo per i medici di medicina generale di svolgere nelle Case di Comunità fino a un massimo di 6 ore settimanali di lavoro, per 48 settimane annue. Un intervento che si somma in via residuale all’obbligo per i medici già a rapporto orario di coprire i turni notturni, festivi e del sabato, se richiesto dall’Azienda sanitaria. Dovrà comunque essere sempre garantita la presenza minima di almeno un medico in ogni struttura.

Alparone: “Oggi proponiamo una soluzione di ragionevolezza”

Dopo le positive interlocuzioni con il Ministero della Salute –  commenta Marco Alparone, Presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità in una nota – oggi proponiamo una soluzione di ragionevolezza scegliendo il canale della contrattazione per assicurare che il target Pnrr della missione 6 sia raggiunto pienamente e in collaborazione con tutti gli attori coinvolti. Lo facciamo con senso di responsabilità verso i cittadini, che meritano di avere accesso a cure e servizi di prossimità. Approvando questo atto di indirizzo poniamo le condizioni affinché SISAC e le Organizzazioni sindacali sottoscrivano in tempi brevi un accordo atteso, che ha nei suoi contenuti tutti gli elementi che servono a garantire la piena operatività delle Case di Comunità”.
 “Una volta definito questo accordo – conclude Alparone-  partirà il confronto sul triennio contrattuale 2025-2027 di tutta la Medicina generale, con l’obiettivo di arrivare a un atto di indirizzo complessivo entro il 30 settembre 2026 nel solco della proficua condivisione tra le parti”.

Un accordo necessario per garantire la presenza dei medici nelle strutture

Sono più di mille le Case di Comunità previste dal PNRR con l’importante obiettivo di rafforzare l’assistenza di prossimità dei cittadini. Dopo lo stop alla riforma dei medici di base proposta dal ministro della Salute Schillaci, che avrebbe comportato anche una modifica strutturale del rapporto di lavoro – dalla libera professione convenzionata con il Sistema Sanitario alla dipendenza diretta- l’atto di indirizzo approvato dalla Conferenza delle Regioni, ha più il sapore di un accordo pratico necessario a garantire la presenza dei camici bianchi all’interno delle nuove strutture, confermandone l’operatività entro le tempistiche previste dal Piano.