Adozione Internazionale. Dall’istituto in Bulgaria alla Amerigo Vespucci: la rotta straordinaria di Giovanni

Giovanni e suo fratello erano due ragazzini quando sono stati adottati dai coniugi Carallo. In quel momento è iniziato un cammino “ancorato” nella famiglia e aperto al mondo intero

La rotta che Giovanni Carallo ha seguito lo ha portato davvero lontano. Ora si trova in Nord America, a bordo della prestigiosa nave scuola Amerigo Vespucci, ma la bussola interiore che lo ha sempre guidato è la sua famiglia.
Prima di affrontare il mare aperto, Giovanni e suo fratello vivevano in istituto, in una cittadina a circa due ore da Sofia, in Bulgaria.
Nel 2014, Giovanni aveva dieci anni. Per lui e per suo fratello maggiore, di tredici, la vita quotidiana era quella protetta, ma inevitabilmente spersonalizzante e priva di relazioni fondamentali, di un istituto.

L’adozione cambia tutto

“L’adozione è stata una svolta fondamentale – racconta Giovanni, che abbiamo raggiunto in video chiamata mentre la nave si trovava nel porto di Baltimora – In istituto sei un numero; con l’adozione diventi, finalmente, un figlio”.
Il ricordo del primo incontro con i genitori adottivi è ancora vivido nei suoi dettagli più semplici e autentici.
Era un normale giorno di scuola. Giovanni si stava preparando per andare in classe quando la dirigente dell’istituto lo ha trattenuto, dicendogli che avrebbe dovuto aspettare lì insieme a suo fratello. Di lì a poco, l’arrivo dei futuri genitori. “Non ci avevamo detto nulla in istituto, così all’inizio mi sono messo a piangere, colto alla sprovvista. Poi, con grande calma e delicatezza, ci hanno spiegato cosa stava succedendo”.
I genitori sono rimasti in Bulgaria per un mese per avviare la conoscenza con i loro figli: due ragazzini grandicelli, con un passato, una storia.

L’inizio di una nuova vita

Al loro rientro temporaneo in Italia per completare l’iter, la distanza di tre mesi è stata colmata da videochiamate quotidiane, durante le quali mamma e papà mostravano ai ragazzi la loro futura casa e introducevano i parenti. Nell’estate successiva, il ritorno in Bulgaria per l’adozione definitiva e l’inizio della nuova vita.
L’arrivo in Italia ha coinciso con la stagione delle vacanze. Giovanni ricorda con gioia quella prima estate trascorsa a nuotare e a vivere il mare, un elemento che faceva già parte della storia familiare, dato che il padre era un navigatore.

Tra scuola e… mare

A settembre è arrivato il momento dell’inserimento scolastico e d’accordo con la scuola Giovanni è stato iscritto in terza elementare. Per recuperare il divario linguistico, durante l’estate Giovanni ha frequentato lezioni intensive di italiano e di altre materie. Grazie al suo costante impegno e agli ottimi risultati scolastici, le maestre gli hanno permesso di frequentare un programma accelerato, recuperando la quarta e la quinta elementare insieme nello stesso anno. Questo percorso positivo è proseguito con successo fino al conseguimento del diploma al liceo Scientifico.
La passione per il mare ha guidato Giovanni verso una scelta professionale precisa, del resto in casa il navigare era qualcosa con cui si aveva tutti quanti molta confidenza.
Così Giovanni ha partecipato al concorso nazionale in Marina militare per diventare “Volontario in Ferma Iniziale” (VFI), superando le selezioni.
Dopo tre mesi di addestramento e di preparazione militare a Taranto, il suo desiderio si è concretizzato con l’assegnazione alla destinazione che sperava fin dall’inizio: la nave scuola Amerigo Vespucci.
“Era il mio sogno fin dall’inizio! Sono orgoglioso di farne parte, questa nave rappresenta l’Italia nel mondo. Felicissimo di essermi imbarcato il giorno del mio 22mo compleanno”, aggiunge.

Vita da marinaio

Attualmente la nave è impegnata in un viaggio di rappresentanza nel Nord America. L’intervista è avvenuta a Baltimora, in un porto affollato da velieri di diverse nazionalità, prima che la Vespucci proseguisse la sua navigazione verso New York.
Abbiamo chiesto a Giovanni come si svolge la sua giornata tipo a bordo della Vespucci.
“All’inizio per noi è tutta gavetta – spiega Giovanni descrivendo il suo ruolo di corriere logistico – Sbarco materiali, ogni giorno studio in modo approfondito la nave, cercando di conoscere dettagliatamente ogni singolo locale, insomma faccio un po’ di tutto. Abbiamo già sostenuto un primo esame pratico sulla struttura del veliero e altri esami sono previsti più avanti – prosegue – Dobbiamo saperci muovere con assoluta precisione e rapidità: in mezzo al mare, se sorge un problema, ognuno di noi deve essere pronto a fare la sua parte per aiutare l’equipaggio”.

La certezza della famiglia

Quella di intraprendere la carriera militare in Marina è stata una decisione autonoma che ha sorpreso molti in famiglia, ma che ha reso il padre estremamente orgoglioso di vederlo seguire le sue orme.
Giovanni riconosce il valore del percorso svolto finora e torniamo quindi al tema più privato e intimo della famiglia.
“Devo dire grazie ai miei genitori, che in tutti questi anni mi hanno fatto crescere nel modo giusto, dandomi i valori e la solidità necessari per la vita. Inoltre – conclude – per stare su una nave di questo tipo, devi essere pronto e forte soprattutto dal punto di vista psicologico”.
Con il rientro in Italia previsto per settembre, Giovanni non smette di guardare avanti. La famiglia per lui è stata ed è il porto sicuro da cui partire e a cui sempre tornare.

A cura del team di Adozione Internazionale di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.
Dal 1983 al fianco dei minori in difficoltà, Ai.Bi. promuove la tutela dei loro diritti, la diffusione di contenuti informativi utili per giovani, minori e famiglie, e la sensibilizzazione sociale.