Culle per la vita: la Provincia Autonoma di Trento ne approva il sostegno per legge

Con un emendamento alla legge provinciale sulla tutela della salute, vengono previsti finanziamenti per realizzare Culle per la Vita. Il plauso di Marco Griffini, presidente di Ai.Bi., ma: “Servono regole nazionali chiare per la loro gestione”

È passata sostanzialmente sotto silenzio l’approvazione di un emendamento con il quale la Provincia Autonoma di Trento ha sostenuto la realizzazione delle “Culle per la Vita” sul proprio territorio.
La vicenda è stata riportata sotto i riflettori da un recente articolo su Vitanews firmato da Pino Morandini, fondatore del Movimento per la Vita trentino, Vice Presidente del Movimento per la Vita nazionale e già magistrato del Tribunale amministrativo regionale.
Ma, in realtà, l’approvazione è arrivata a fine luglio, grazie a una modifica inserita nell’Assestamento del bilancio della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2026-2028.
A confermarlo anche il quotidiano Adige, che affermava, in un articolo, l’approvazione di un emendamento della consigliera Eleonora Angeli per sostenere la realizzazione delle «culle per la vita» e promuovere la conoscenza del parto in anonimato. Sempre secondo l’Adige l’emendamento dà attuazione a una precedente mozione di Angeli, approvata dal Consiglio provinciale nel 2024, che impegnava la Giunta a individuare i luoghi più idonei per installare una o più culle per la vita

La soddisfazione dei sostenitori dell’emendamento

“È la prima volta in Italia – si legge nell’articolo di Morandini – che l’apertura di Culle trova sostegno perfino legislativo e questo dice dell’attenzione che l’intera Comunità provinciale, attraverso la propria Assemblea legislativa, ha inteso dedicare a questa possibilità alternativa all’ abbandono di un neonato per strada, come di recente è capitato a Cinisello Balsamo”.

Che cosa prevede l’emendamento

L’emendamento trova spazio nell’articolo 48 ter. “Parto in anonimato e tutela del neonato non riconosciuto”, inserito “dopo l’articolo 48 bis della legge provinciale sulla tutela della salute 2010”.
Dopo un primo punto che sottolinea l’impegno della Provincia a promuovere “la conoscenza della possibilità di partorire in anonimato presso le strutture dell’Azienda”, al fine di “assicurare ad ogni donna la possibilità di partorire in sicurezza e garantire la tutela della salute del neonato”; è il punto 2 quello dedicato alle Culle per la Vita.
“La Provincia, per prevenire gli abbandoni di neonati in condizioni di rischio, garantisce la realizzazione, anche tramite propri enti strumentali o tramite il finanziamento di iniziative di enti del terzo settore, di punti di accoglienza destinati ai neonati non riconosciuti dalla madre, denominati “culla per la vita”, assicurando l’assistenza tempestiva del neonato, nonché il rispetto della normativa vigente in materia di tutela della riservatezza.”.
A tal fine è stata anche autorizzata la spesa di 60.000 euro per l’anno 2026 e di 30.000 euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028.

Il commento di Marco Griffini

Applaude alla decisione della Provincia Autonoma di Trento il presidente di Ai.Bi. Amici dei Bambini Marco Griffini, da anni impegnato nella divulgazione della conoscenza del Parto in Anonimato e nel sostegno concreto alle Culle per la Vita, tanto da aver più volte sollecitato una legge che renda obbligatoria la presenza di una culla per la vita in ogni comune d’Italia.
Ma la necessità di una normativa comune si è fatta ancora più evidente dopo alcuni recenti episodi di cronaca: “Oggi, infatti – sottolinea Griffini – ci sono molte culle per la vita realizzate da enti del terzo settore che rimangono chiuse in attesa di una normativa nazionale che possa indicare quali siano le norme di sicurezza per la loro gestione. Non solo con l’evidente finalità di tutelare nel migliore dei modi il piccolo ospite, ma anche chi le gestisce e, dunque, ne diventa in qualche modo responsabile”.
L’invito, dunque, ancora una volta, è che sulle culle per la Vita, grazie alla decisione della Provincia di Trento, si torni a parlare con convinzione anche a livello nazionale, trovando una strada certa e comune per tutelare e promuovere una volta di più il diritto di tutte le donne di dare alla luce un figlio in sicurezza e, a tutti i figli, la possibilità di crescere e trovare subito una famiglia che li accolga.

A cura della redazione di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.
Dal 1983 al fianco dei minori in difficoltà, Ai.Bi. promuove la tutela dei loro diritti, la diffusione di contenuti informativi utili per giovani, minori e famiglie, e la sensibilizzazione sociale.

[Attualmente la Culla per la Vita di Pedriano non è in funzione in attesa di una normativa nazionale che indichi le norme di sicurezza per la loro gestione, a tutela del piccolo ospite e di chi le gestisce]