Adozione internazionale. Il percorso per l’idoneità: un cammino che meriterebbe aggettivi di gioia!

“Lunghissimo, doloroso, impegnativo”: tre coppie, che hanno partecipato agli incontri di Ai.Bi. Amici dei Bambini, raccontano così il loro percorso adottivo con i servizi sociali. Tra burocrazia, ostacoli e il desiderio irrinunciabile di diventare genitori

Se dovessero descrivere con tre soli aggettivi il percorso adottivo, molti coniugi (e chissà, presto anche molti single…) risponderebbero allo stesso modo: lunghissimodolorosoimpegnativo. Dietro queste parole non c’è solo la frustrazione di un iter burocratico complesso, ma soprattutto l’esperienza diretta di chi ha deciso di affrontare la sfida dell’adozione internazionale, nonostante i rallentamenti che purtroppo troppo spessa la caratterizzano e che sarebbero evitabili, se solo si avesse la volontà di cambiare l’approccio dei percorsi formativi, come da tempo Ai.Bi. Amici dei Bambini sostiene: non un iter che sia di mera valutazione e di “giuizio”, ma che sia di accompagnamento. Un modo per prendere coppie e single per mano e camminare con loro per trasformare il lungo tempo dell’attesa in uno spazio di crescita.
E non lo dice solo Ai.Bi. per una sua convinzione personale, ma è quanto emerge dalle storie raccontate, anche di recente, da chi partecipa agli incontri formativi, manifestando il desiderio di non arrendersi, ma nella rassegnata consapevolezza della fatica (almeno quella evitabile) che li attende.

I “ripetenti” determinati

Stefano e Grazia, per esempio, hanno ottenuto il decreto di idoneità a gennaio. Li chiamano “ripetenti” perché anni fa avevano già partecipato a un incontro informativo di Amici dei Bambini. Hanno conosciuto l’organizzazione grazie al passaparola di amici e colleghi, uno dei quali aveva già adottato. Ricordano il percorso coi Servizi proprio con i tre aggettivi di cui sopra: “Lunghissimo, doloroso, impegnativo”. Iniziato online in pieno Covid, si è concluso in presenza. Nonostante le difficoltà, oggi si dicono “pronti a tutto”, determinati ad arrivare fino in fondo.

Una scelta che si intreccia con la genitorialità naturale

Già genitori di due figli biologici, Salvatore e Sonia, hanno iniziato il percorso nel 2023 e il cammino con l’Assistente Sociale e il giudice è stato buono, ma l’attesa tra l’emissione del decreto (agosto 2024 ) e la sua notifica ( novembre  ) ha reso quei mesi faticosi e incerti.

Tra disillusione e nuove prospettive

Anche Mario e Agata hanno ricevuto il decreto alla fine del 2024. Sono arrivati ad Ai.Bi. attraverso il sito, che hanno definito “il punto di riferimento” per chi cerca informazioni chiare e aggiornate.
Hanno affrontato un percorso coi Servizi tra marzo e luglio 2024 che li ha messi a dura prova: “in pochi mesi hanno smantellato l’entusiasmo con cui ci eravamo affacciati al mondo dell’adozione”, raccontano. Le testimonianze dure e concrete li hanno segnati, ma non fermati.

Un sogno chiamato famiglia

Tre coppie, tre storie diverse, accomunate dallo stesso desiderio, diventare genitori attraverso l’adozione internazionale, ma anche dalla stessa fatica: un iter “lunghissimo, doloroso, impegnativo”. Ogni coppia ha vissuto (e vive) il tutto con le proprie paure, le delusioni e le nuove speranze, ma tutte avrebbero potuto accostare al ricordo del percorso tre aggettivi meno negativi. Come quelli che meriterebbe un cammino che porta a un figlio da accogliere.

Informazioni e domande sull’adozione internazionale

Chiunque, coppie e single, sia interessato ad avere maggiori informazioni sull’Adozione Internazionale o a intraprendere l’iter adottivo può partecipare ai tanti webinar e corsi organizzati da Ai.Bi. Amici dei Bambini. Per informazioni, contattate l’ufficio adozioni di Ai.Bi. scrivendo un’e-mail a adozioni@aibi.it, telefonando al numero 02988221 o utilizzando la nostra live chat. Verrai messo direttamente in comunicazione con un nostro operatore.