Coronavirus. Chi ci chiamerà per vaccinarci? Dalla telefonata della Asl al certificato di immunizzazione

Circa 120 milioni di campanelli e di telefoni dovranno suonare in questi mesi, tra la prima e la seconda somministrazione, ma chi sarà ad occuparsi della chiamata dei cittadini?”.

La Campagna di vaccinazione contro il covid 19 ha preso il via anche in Italia il 27 dicembre con il V day.

In questa prima fase ad essere vaccinati saranno i professionisti sanitari, il personale sanitario e sociosanitario di ospedali e servizi territoriali e gli ospiti e il personale dei presidi residenziali per anziani, che si legge sul sito Vaccinazione Anti COVID-19 saranno contattati con chiamata diretta.

A realizzare la vaccinazione, in questa prima fase, si apprende da sito dell’AIFA, sarà “il personale dei servizi vaccinali nei 286 ospedali definiti dal Piano nazionale di vaccinazione COVID-19”. Lo stesso personale si recherà inoltre nelle residenze per anziani.


Come oramai abbiamo imparato a conoscere inoltre, la vaccinazione sarà gratuita per tutti e si svolgerà in più fasi, attraverso un ordine di priorità definito in base al rischio di contagio. e il vaccino (Comirnaty) sarà somministrato attraverso due iniezioni a distanza di almeno 21 giorni l’una dall’altra.

Al termine sarà  rilasciata una classica certificazione di avvenuta vaccinazione, ma la Commissione Europea e l’OMS stanno valutando di realizzare una proposta di certificato internazionale digitale, si apprende sul sito del governo dedicato alla vaccinazione.

In base a quanto indicato dal Piano Strategico di vaccinazione con l’aumentare della disponibilità dei vaccini, a livello territoriale potranno essere realizzate “campagne su larga scala per la popolazione presso centri vaccinali organizzati ad hoc e, in fase avanzata, accanto all’utilizzo delle unità mobili, il modello organizzativo vedrà via via una maggiore articolazione sul territorio, seguendo sempre più la normale filiera tradizionale, incluso il coinvolgimento degli ambulatori vaccinali territoriali, dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera Scelta, della sanità militare, e dei medici competenti delle aziende”.

Intanto però ai medici di famiglia non sono ancora completamente chiare le regole con cui avverrà la chiamata al vaccino: “Noi medici di famiglia e del territorio non abbiamo avuto alcuna direttiva, non sappiamo ancora come avverrà la fantomatica ‘chiamata’ dei cittadini, i criteri che verranno seguiti” sottolinea Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie all’ Huffington Post – Circa 120 milioni di campanelli e di telefoni dovranno suonare in questi mesi, tra la prima e la seconda somministrazione, ma chi sarà ad occuparsi della chiamata dei cittadini? Se saremo noi medici di famiglia ad essere coinvolti, ben venga. Il problema è che non siamo stati ancora informati delle procedure che dovremo seguire”. Secondo Cricelli, come riporta l’Huffington Post, la fase più critica potrebbe essere quella intermedia:

“Nella prima si vaccineranno gli operatori sanitari o comunque una fascia molto ristretta della popolazionenella terza, invece, si procederà un po’ come per l’antinfluenzale, con una vaccinazione di massa in cui, credo, verranno coinvolti i medici di famiglia. Nella seconda fase, invece, dovranno vaccinarsi persone fragili, spesso non autosufficienti. Ma chi le conosce? Chi conosce il loro stato? Chi sa se un anziano che vive da solo è allettato oppure no? E chi conosce i loro numeri di telefono? Nel caso in cui a portare avanti la vaccinazione siano operatori sanitari terzi potrebbe crearsi del caos e alcune persone potrebbero rimanere indietro”.