Il percorso di Amir a Casa Pinocchio: dall’arrivo in Italia all’accompagnamento verso una nuova tappa della sua vita!

Con sé non aveva niente, nessun documento e nessun effetto personale. La prima cosa di cui ci siamo occupati noi educatori è stata quella di fare quotidianamente delle lezioni di italiano con Amir

Quando si parla di minori soli o in difficoltà familiare bisognosi di cure, di attenzioni, di un punto di riferimento, di una casa dove essere accolti, la mente spesso corre fuori dai nostri confini, in luoghi lontani dall’Italia.

Eppure, anche qui, nel nostro Paese, sono molti i bambini, gli adolescenti e i neomaggiorenni, (i cosiddetti careleavers), italiani e stranieri bisognosi del nostro aiuto.

Ne sa qualcosa Amir, giovane ragazzo egiziano giunto in Italia solo, senza possedere nulla.

Donato Fuccella, coordinatore responsabile di “Casa di Pinocchio”, struttura di accoglienza per minori di Ai.Bi., ci racconta la sua storia…

La scorsa estate, durante un torrido pomeriggio, mi sono recato presso gli uffici della questura del nostro territorio, dove ad attendere il mio arrivo c’era Amir, un ragazzino egiziano vestito con pantaloncini corti, maglietta e scarpe da ginnastica.

Con sé non aveva niente, nessun documento e nessun effetto personale, appariva esausto, emaciato in volto ma cordiale nei modi e nei gesti con cui tentava di rispondere alle mie domande, visto che non parlava una parola di italiano.

La sua consegna mi era stata affidata dalla responsabile della tutela minori territoriale, la quale mi chiedeva la disponibilità ad ospitare presso la nostra comunità educativa “Casa di Pinocchio” un minore straniero non accompagnato, presentatosi alla questura.

Così, dopo aver sbrigato le pratiche di affidamento con i funzionari della questura, io e Amir siamo partiti alla volta della comunità, dove ha potuto conoscere gli altri ragazzi nostri ospiti e sistemarsi nella sua camera.

I primi tempi sono stati molto duri per lui.

Amir si mostrava desideroso di interagire e giocare con gli altri ragazzi, ma la barriera linguistica gli impediva di sentirsi accettato ed effettivamente parte del gruppo. Anche i suoi modi di scherzare, a volte un po’ troppo “fisici”, suscitavano reazioni sgradevoli ed emarginanti da parte di alcuni ragazzi, provocando in lui tristezza e senso di inadeguatezza.

La prima cosa di cui ci siamo occupati noi educatori è stata quella di fare quotidianamente delle lezioni di italiano con Amir, dato che per l’emergenza sanitaria, la scuola di lingua italiana per stranieri era chiusa.

Nel frattempo, abbiamo fatto tutto il lavoro necessario per ottenere il permesso di soggiorno, oltre ad ottenere il prosieguo amministrativo dal giudice tutelare, necessario dopo il compimento della maggiore età.

Con il passare del tempo, siamo riusciti a far acquisire ad Amir la capacità di esprimersi appropriatamente, e lui ha potuto condividere con noi e con i suoi pari, le sue fragilità e tristezze dovute alla lontananza dalla famiglia di origine, ma anche la sua simpatia travolgente e la voglia di vivere.

Amir… buon viaggio!

Qualche mese fa, siamo stati contattati dallo zio, il quale ci ha chiesto la possibilità di portare a casa sua il nipote, visto il raggiungimento della maggiore età. Lo zio, che vive in provincia di Milano, aveva la possibilità di prendere a lavorare Amir con sé come imbianchino e di ospitarlo a casa sua. Così, concordando col servizio sociale tale opportunità, la settimana scorsa abbiamo accompagnato Amir alla fermata del bus che lo avrebbe portato…verso una nuova tappa della sua vita!

Buon viaggio Amir, spero che la tua permanenza a Casa di Pinocchio resti, per te come lo è per noi, sempre un bel ricordo.

Donato Fuccella, coordinatore responsabile di “Casa di Pinocchio”.

Un Sostegno a Distanza per i ragazzi accolti a Casa Pinocchio

 Casa Pinocchio è un luogo di passaggio per 8 ragazzi fuori famiglia, italiani e stranieri non accompagnati, che, come Amir, hanno bisogno di un breve periodo di tempo per sedimentare il loro vissuto, per poi passare ad essere accolti in una famiglia che temporaneamente possa prendersi cura di loro e accompagnarli all’età adulta. Grazie anche a Casa Francesco ed alla neonata Casa Giuseppe, strutture dedicate ai neomaggiorenni che vivono fuori dalla propria famiglia di origine, Ai.Bi. permette a tanti giovani soli o in difficoltà familiare di trovare cura, protezione, ascolto, comprensione, supporto, fiducia.

Aiutaci anche tu. Puoi farlo aderendo alla Campagna Fame di mamma ed attivando un Sostegno a Distanza in Italia. Bastano 10 euro al mese!

Pensaci. Il tuo aiuto può davvero fare la differenza!

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