Kenya. Centri di accoglienza chiusi per il Covid, bambini a casa ma i rischi aumentano

Le bambine rimangono in casa o al massimo nel cortile senza poter uscire da sole per proteggerle da gravidanze e matrimoni precoci

In Kenya molti dei minori che hanno una famiglia e vivono sotto la protezione degli istituti residenziali, sono tornati a casa durante l’emergenza Covid-19. Cosi anche Maria e i suoi fratelli, Elias e Regina, stanno passando questo periodo in famiglia. Ai.Bi. – Amici dei Bambini ha supportato i suoi partner nelle visite famigliari per monitorare la situazione e assicurarsi che i bambini e le bambine stiano bene sia fisicamente che psicologicamente.

Maria era stata tanti anni fa trasferita al centro Shelter, dopo che l’istituto in cui era stata accolta come bambina vulnerabile era stato chiuso. Durante i primi contatti con la famiglia di origine lo Shelter aveva accolto anche il fratellastro di Maria e la sorellina più piccola date le condizioni molto precarie in cui vivevano: il padre viveva con le due mogli e nove bambini in case tradizionali molto piccole in cui i bambini dormivano assieme agli animali.

Tutti e tre i bambini fanno parte del programma di Sostegno a Distanza di Ai.Bi. in Kenya, anche se Elias non ha più un sostenitore e si attende e si spera che qualcun’altro lo possa supportare.


Kenya. Centri accoglienza chiusi per il Covid. Ma Ai.Bi. sostiene le famiglie

Il programma di Sostegno a Distanza ha davvero aiutato la famiglia a poter migliorare la loro situazione, essendo le tasse scolastiche di alcuni figli pagate, il padre ha infatti potuto costruire due case per ogni moglie con tetti di lamiera. Si sono create in questo modo le condizioni per poter mandare i bambini in visita alla famiglia in questo periodo di chiusura delle scuole.

Durante il sopralluogo il team composto dal personale di Ai.Bi. e Shelter ha appurato come la situazione sia decisamente migliorata rispetto a qualche anno fa. Al momento della visita la squadra ha potuto parlare solo con Maria, infatti Elias e Regina hanno accompagnato il papà a un evento tradizionale maasai, in cui ci si riunisce in zone rurali di campagna e si mangia carne di capra per circa un mese.

Maria rimane in casa o nel cortile di casa senza poter uscire da sola, questa è una decisione presa dalle mamme e dalle famiglie di questa zona per proteggere le ragazze da gravidanze e matrimoni precoci, infatti in maniera eccezionale sono i più piccoli ad andare a pascolare gli animali, fonte di sussistenza e guadagno per le famiglia, o a prendere l’acqua.

Maria ci ha confermato che è serena con la sua famiglia e anche i suoi fratellini stanno passando dei bei momenti.

Per Ai.Bi. è sempre importante supportare i bambini e le famiglie piu’ fragile nel mantenere i legami con i propri fratelli e genitori o parenti, e quando possibile reintegrare i bambini all’interno delle loro famiglie.

Supporta anche tu le attività di Ai.Bi. – Amici dei Bambini in Kenya. #Continuiamodaibambini. Perché l’accoglienza non si ferma: https://www.aibi.it/ita/continuiamo-dai-bambini/