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Perù. “Eravamo a cena tra amici, quando all’improvviso è scattata una gara di solidarietà tra gli ospiti”

Metti una cena, degli amici e parenti che si incontrano e chiacchierano amabilmente fra loro tra una leccornia e l’altra. Hanno tanto da raccontarsi: lavoro, sport, campionati di calcio, passatempi, hobby, vacanze e figli…vicini e lontani. Di pancia e di cuore. E così tutti, parenti e amici, hanno messo mano al portafogli e raccolto quello che avevano con se’...

Adozione Internazionale. Ai.Bi. riaccreditata in Romania. Per ora accoglienze possibili solo per coppie miste

L’adozione internazionale, da anni al centro di una grave e profonda crisi, comincia a rivedere la luce da est. Le adozioni realizzate con Amici dei Bambini nei Paesi dell’Europa dell’Est sono in aumento, ma continua ad adottare in Romania. Grazie al riaccreditamento si varca nuovamente il confine da quando l’Autorità Centrale della Romania (ORA) ha deciso di riaprire le adozioni internazionali chiuse dal 1 di gennaio 2005 (quando è entrata in vigore la Legge 273/2004 sul regime giuridico delle adozioni), e di esaminare nuovi dossier a partire da settembre 2013.

Bambini abbandonati, dramma ancora presente

Sono tra noi le creature non desiderate, non accettate dalla madre. Sono, ora, stimati cardiologi in ospedale, premurosi nonni che preparano il pranzo, instancabili carrozzieri di periferia, E’ facile pensare che appartengano ad un’altra epoca, a quando il pane non bastava per tutti, invece non è così.

Adozione internazionale. “Ogni notte vanno a letto chiedendosi cosa abbiano loro di sbagliato o di diverso”

“Caro Consiglio Tutelare stiamo soffrendo: abbiamo bisogno di una mamma ed un papà che abbiano voglia di sorridere con noi e che trovino il tempo di ascoltare i nostri pensieri!” Questo l’incipit della lettera che due fratellini brasiliani, V. e G., 9 e 13 anni, hanno voluto scrivere di loro pugno all’Autorità centrale brasiliana. Coraggiosi? si. Testardi? Decisamente. Del resto uno degli aspetti peculiari di adottare bimbi un po’ più grandi è che hanno ben chiaro il loro desiderio di famiglia, di calore e di amore.

L’Italia si risveglia accogliente: in 8 mesi arrivate ad Ai.Bi oltre 700 richieste di affido

Prendere in affido un bambino significa accoglierlo a casa (e nel cuore) per un periodo più o meno lungo. E l’Italia sembra prendere sempre più “confidenza” con questa “esigenza” e si risveglia decisamente accogliente.  Almeno a giudicare dalle telefonate, email e richieste di informazioni che quotidianamente arrivano agli operatori di Ai.Bi, amici dei Bambini: oltre 700 in pochi mesi.