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Mozione approvata alla Camera: più risorse, sostegno alle famiglie e snellimento iter burocratico

Avere un figlio adottivo è aprire nella propria famiglia uno spazio non solo fisico, ma soprattutto mentale e di cuore per l’accoglienza di un bambino o di una bambina, generato da altri, con una sua storia, che desidera continuare con i nuovi genitori...” Così inizia la mozione 1-00326 sulle adozioni internazionali approvata il 15 luglio alla Camera.

La Camera approva la mozione sulla gratuità. Ai.Bi.: “La disponibilità economica non deve essere più un impedimento all’accoglienza adottiva”

La Camera ha approvato all’unanimità una mozione unitaria sulle adozioni internazionali nella quale sono confluite la proposta di Paola Binetti, deputato UDC, Milena Santerini (PI) e Lia Quartapelle (Pd). Una pagina importante per l’Italia perché vince il principio della gratuità delle adozioni internazionali, un valore guida a difesa del quale Ai.Bi, Amici dei Bambini, lotta da tempo e ora recepito e fatto proprio da Binetti, deputato UDC, primo firmatario di una delle tre mozioni (originariamente separate e poi confluite in unico testo).

Quartapelle (PD):”Da alcuni Paesi serve il coraggio di andarsene”. Griffini (Ai.Bi.):”Ma in quei Paesi i bambini hanno più bisogno di noi. La soluzione è la riforma del sistema”

Tra i politici italiani Lia Quartapelle, deputato del PD, si è interessata in maniera particolare alla vicenda dei bambini bloccati in Congo.  Risolta questa difficile situazione, ha proposto, in un’intervista al mensile Vita, le sue idee per far fronte alla crisi dell’adozione internazionale.

Guatemala: “A.A.A. affittasi utero a famiglia seria”

A.A.A. Affittasi utero a famiglia seria. Non è uno scherzo, purtroppo. È un esempio di annuncio che si potrebbe facilmente leggere sul Dataguate, un portale di commercio online molto diffuso in America Latina e in particolare in Guatemala. Su Dataguate si commercia di tutto, nel vero senso della parola: anche uteri.

La cantonata del tribunale di Milano: da quando esiste il diritto del figlio ad ogni costo?

Volevano essere genitori a tutti i costi, e invece di pensare all’adozione, si sono rivolti alla maternità surrogata, affittando l’utero di una giovane ucraina per la “modica” cifra di 30.000 euro. Peccato che questa sia una pratica – oltre che discutibile – proibita per legge in Italia. O almeno così sembrava. Già, perché la controversa vicenda che ha coinvolto una coppia italiana del milanese, ha ricevuto adesso una sorta di indiretto beneplacito da parte del Tribunale di Milano.

Prestiti alle coppie adottive: oggi va di moda il crowdfunding

Si chiama Crowdfunding e viene incontro alle necessità economiche delle famiglie che vogliono adottare un bambino. È una “strategia” nata per incoraggiare le coppie italiane a incamminarsi sulla strada dell’iter adottivo, un percorso  che, tra viaggi e spese burocratiche, può costare decine di migliaia di euro.