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Adozioni internazionali. Con la neopresidente Boschi, la Cai finalmente risponde alle coppie ancora in attesa dei rimborsi

Sembra davvero essere cambiato il vento dalle parti di Villa Ruffo, sede della Commissione Adozioni Internazionali. Per ora si tratta solo di una leggera brezza, ma le premesse sono incoraggianti. La Cai ha infatti iniziato a fornire le prime risposte a una delle annose questioni che hanno caratterizzato gli ultimi anni in materia di adozioni internazionali nel nostro Paese: i rimborsi alle famiglie adottive.

Gruppo Crc: “Mancanza di controlli sugli Enti e rimborsi alle famiglie fermi dal 2011: la Cai recuperi il suo ruolo di guida per l’adozione internazionale”

La legge italiana sulle adozioni è buona, ma sconta pesanti inefficienze che si ripercuotono inevitabilmente sulle famiglie e i bambini. Urge quindi un dibattito costruttivo in vista di una riforma che corregga le lacune ancora esistenti nel settore dell’adozione sia nazionale che internazionale, a cominciare da una scarsa operatività della Cai e da un sostegno al post-adozione ancora troppo ridotto.

Adozioni internazionali. Scagliusi (M5S): “Il crollo del 50% è iniziato da quando le famiglie non ricevono più rimborsi. La Cai cambi marcia: impossibile fare peggio degli ultimi anni”

Il crollo delle adozioni internazionali in Italia è iniziato proprio quando le famiglie adottive hanno cominciato a non ricevere più i rimborsi delle spese sostenute o a riceverli molto a rilento. Solo una coincidenza? O esiste un legame di causa ed effetto tra i due fenomeni? Il deputato del Movimento 5 Stelle Emanuele Scagliusi propende per la seconda ipotesi e vede proprio nei mancati rimborsi una delle motivazioni principali della calo del 50% dei minori stranieri accolti in Italia dal 2011 al 2015.

Adozioni internazionali. Sui fondi per rimborsare le coppie adottive, Boschi smentisce Della Monica: i soldi c’erano ma non sono stati spesi!

Più che una rassicurazione per le famiglie adottive, è stata una netta smentita delle dichiarazioni rese poco tempo prima da chi, ancora oggi, riveste il doppio ruolo di presidente e vicepresidente dell’Autorità Centrale italiana per le adozioni internazionali. Mercoledì 8 giugno, il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi  ha di fatto sbugiardato quanto affermato due mesi prima dall’attuale vertice della Cai, Silvia Della Monica.

Adozioni internazionali. Boschi: “Previsti 20 milioni in più per i rimborsi alle famiglie adottive”. Ma le coppie che hanno adottato nel 2011 sono ancora in attesa

Nuovo ossigeno, in termini economici, promesso dal governo alle famiglie adottive. Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi ha infatti assicurato lo stanziamento di ulteriori risorse destinate a rimborsare parte delle spese sostenute dalle coppie che, negli anni scorsi, hanno adottato un bambino straniero.

Bechis (Gruppo Misto): “Il fondo per le adozioni internazionali ha ancora lo scopo di rimborsare le spese sostenute dalle famiglie adottive?”

Che fine ha fatto il Fondo per le adozioni internazionali? Una domanda che ricorre da anni tra le famiglie che accolto un minore straniero e che attendono il rimborso spettante delle spese sostenute per le procedure adottive. Rimborsi fermi alle coppie che hanno adottato addirittura nel 2011.

Brignone (Gruppo Misto): “Rimborsi spese. La scarsa informazione da parte della Cai disincentiva e ostacola il percorso delle adozioni”

Le risorse previste dal Fondo per il sostegno delle adozioni internazionali sono davvero disponibili? E se sì, a quanto ammontano realmente? Lo chiede un’interrogazione a risposta scritta destinata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi presentata alla Camera  dall’onorevole Beatrice Brignone e cofirmata dai deputati Civati, Andrea Maestri, Pastorino e Mattarelli, tutti esponenti del Gruppo Misto.

Rimborsi adozioni. L’avvocato mi consiglia di fare un’azione giudiziaria contro la CAI

Oggi abbiamo ricevuto una lettera dall’avv. … “Sono passati ormai diversi mesi da quando, per vostro conto, ho inviato delle diffide stragiudiziali alla Presidenza del Consiglio ed alla CAI.  Ad oggi non ho ricevuto il benché minimo riscontro. Innanzi a tale comportamento ritengo che l’unica via utilmente percorribile sia quella di una azione giudiziaria…”