Siria… è Pasqua, ma si continua a morire sotto le bombe

Nell’attacco del 21 marzo, è stato colpito anche l’ospedale di Al Atareb causando la morte di 6 persone tra pazienti e visitatori, compreso un bambino di dieci anni, e 16  feriti, di cui 5 tra il personale medico.

Imran Riza, coordinatore residente delle Nazioni Unite e coordinatore umanitario per la Siria e Muhannad Hadi, coordinatore umanitario regionale per la crisi in Siria, hanno condannato fermamente i bombardamenti di artiglieria che, il 21 marzo scorso, hanno causato numerose vittime civili nel Paese.

I rapporti indicano che nei quartieri di Al Firdous e Al Saliheen, nella città di Aleppo, 2 persone sono rimaste uccise e 17 sono state ferite, compresi 2 bambini. Attacchi aerei sono stati anche segnalati vicino ad aree densamente popolate dove erano presenti  campi per sfollati e vicino a Bab al Hawa, al confine tra Siria e Turchia, dove si svolgono consegne umanitarie transfrontaliere salvavita delle Nazioni Unite.

Colpito anche un ospedale

I proiettili hanno colpito anche l’ospedale di Al Atareb, nel governatorato di Aleppo, provocando almeno 6 morti tra pazienti e visitatori, compreso un bambino di dieci anni, e 16 feriti, di cui 5 tra il personale medico.


Gli attacchi agli ospedali rappresentano un grave ostacolo all’accesso e al diritto alla salute privando la popolazione delle fondamentali cure salvavita.

Riza e Hadi oltre a condannare fortemente il gesto, hanno invitato le parti in conflitto a rispettare la protezione speciale garantita agli ospedali così come il divieto di attacchi indiscriminati e l’obbligo di garantire la protezione della popolazione civile.

Anche il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, si è unito ai cori di condanna sollevatisi per la recente ondata di attacchi nel nord-ovest della Siria, riaffermando la necessità di un cessate il fuoco a livello nazionale, come richiesto nella risoluzione 2254 (2015) del Consiglio di sicurezza, invitando tutte le parti a rinnovare immediatamente il loro impegno per la cessazione delle ostilità.

Un Sostegno a Distanza per la popolazione siriana

In questa grave situazione di guerra, povertà e disperazione, Ai.Bi. è presente per portare conforto alla popolazione stremata, attraverso la realizzazione di progetti di aiuto per le famiglie più vulnerabili.

Attualmente Amici dei Bambini, grazie al supporto della Cooperazione Italiana, sta portando avanti un progetto di autosostentamento che coinvolge 240 famiglie a conduzione femminile, distribuendo bestiame per la produzione di latte e prodotti caseari oppure attraverso la realizzazione di serre, donando sementi per la coltivazione di ortaggi utili al proprio fabbisogno alimentare ed alla vendita.

Congiuntamente a queste attività Ai.Bi., ha anche lanciato un programma di supporto psicosociale per i minori.

All’interno di tre scuole nella provincia di Idlib, infatti, sono stati realizzati tre giardini terapeutici, i primi in Siria, nei quali attraverso i partner locale Kids Paradise saranno implementate attività legate al contatto con la terra ed alla natura volte a diminuire le conseguenze dello stress post traumatico che molti degli studenti soffrono a causa delle terribili conseguenze della guerra.

Tanto è stato fatto, ma molto c’è ancora da fare.

Aiutaci anche tu!

Grazie al Sostegno a Distanza25 euro al mese, per te meno di un caffè al giorno, per loro la vita, potremo sostenere la popolazione siriana stremata da guerra e povertà, donando loro la speranza di un futuro migliore.

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