Siria. Guadagnano meno di un dollaro al giorno vendendo la spazzatura, ma ciò permette alle loro famiglie di mangiare

Proprio per permettere alle famiglie di autosostentarsi e di vivere dignitosamente, Amici dei Bambini ha dato vita ad un importante progetto dedicato al sostegno di 240 donne capofamiglia.

Non è solo il rumore delle bombe ad accompagnare la vita di centinaia di bambini in Siria. Non è solo il freddo gelido dell’inverno trascorso all’interno di tende nei campi profughi o il caldo asfissiante dell’estate. Il popolo siriano e i suoi figli hanno fame, non hanno più nulla. Non una casa, non un lavoro.

I bambini sognano di poter studiare. Hassan Alhamdi, ha 12 anni e voleva diventare un insegnante, quando frequentava la scuola. Ora aiuta i suoi genitori ad andare avanti. Lavora tutto il giorno per portare cibo ai suoi 7 fratelli. L’istruzione è divenuta un lusso di cui con le tasche vuote e nulla da mettere nel piatto non è possibile neanche parlare.

Hassan Alhamdi e la sua famiglia sono fuggiti dalle loro case e sono giunti nella provincia di Idlib più di un anno fa,  assieme a quasi un milione di persone sfollate a causa dei combattimenti.

Un camion entra in una discarica. Donne e bambini vi si affollano intorno, avventandosi su quel mucchio di spazzatura grigia e maleodorante. Prima si cercano oggetti preziosi. Poi, piccoli gruppi di bambini raccolgono bottiglie, sacchetti di plastica o pezzi di metallo.

Ecco come vivono oggi i più vulnerabili in Siria: per racimolare qualche cosa da mettere nel piatto le famiglie vendono spazzatura a meno di un dollaro al giorno.

I bambini hanno scordato la scuola. Anzi no… la sognano, ma a queste condizioni come è possibile studiare?

I loro genitori li vedono crescere così, senza istruzione ed è straziante, ma non vedono altra opzione.

Mahdiye Alhamad, la mamma di Hassan, racconta di come si senta abbandonata dalle organizzazioni umanitarie e dai governi. Tra il rigido inverno, la guerra e la pandemia, riescono a malapena a sopravvivere.

 “Questi lavori avranno un impatto su tutto il loro futuro – commenta, i suoi figli –Non sanno nemmeno come scrivere”.

 Ali, il fratello undicenne di Hassan, sogna una bicicletta, un pallone e un’istruzione. Ma per ora, dice, è per lo più solo stanco. “Vorrei poter andare a scuola”, aggiunge, scrollando le spalle. “Sarebbe meglio. Ma stiamo lavorando”.

Secondo Human Rights Watch, circa 2 milioni di bambini sfollati all’interno della Siria non vanno a scuola, mentre fuori dal Paese sono quasi un milione i bambini rifugiati siriani a non frequentare le lezioni. Più a lungo i bambini rimangono fuori dalla scuola, meno è probabile che abbiano la possibilità di farvi ritorno.

Un aiuto per le famiglie siriane provate da guerra e povertà

In Siria, Ai.Bi. è presente nella provincia di Idlib, al fianco delle famiglie più vulnerabili.

Proprio per permettere alle famiglie di autosostentarsi e di vivere dignitosamente senza dover dipendere completamente dagli aiuti umanitari per dar da mangiare ai propri figli, Amici dei Bambini ha dato vita ad un importante progetto dedicato al sostegno di 240 donne capofamiglia. A loro sono stati consegnati capi di bestiame per la produzione di prodotti caseari mentre 120 serre sono state montate per permettere ad altrettante famiglie a conduzione femminile di coltivare e vivere di ciò che producono.

Tante donne, finalmente potranno guardare con speranza al domani, portando avanti un progetto che sia solo loro e che permetterà di sostenere anche in futuro loro stesse e i loro bambini.

Aiutaci anche tu a garantire un futuro dignitoso a queste famiglie che sono state private di tutto da 10 anni di guerra.

Con il Sostegno a Distanza, 25 euro al mese, meno di un caffè al giorno puoi farlo!

Pensaci, il tuo aiuto per tante famiglie siriane può fare la differenza!

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