Siria. Mohammed, 10 anni, ha conosciuto solo la guerra, che gli ha portato via una gamba, e ora la pandemia. Che gli ha tolto la scuola

Con Amici dei Bambini puoi offrire supporto e sollievo ai bimbi sfollati del Nord Ovest siriano. E alle loro famiglie. #Continuiamodaibambini

Mohammed è un bimbo che vive in Siria, un paese martoriato da nove lunghi anni di una guerra che, soprattutto nella zona nord-occidentale, non accenna a terminare. Mohammed, quando tutto è cominciato, aveva solamente un anno. Oggi ne ha 10 e, durante la sua infanzia, ha conosciuto solamente gli orrori del conflitto. Dovrebbe andare a scuola, ma invece lavora per provvedere alla sua famiglia. Quattro anni fa ha perso una gamba in un attacco aereo dopo che la sua città natale, Saraqeb, è stata colpita.

All’epoca Mohammed frequentava la scuola elementare. Da allora, lui e la sua famiglia sono fuggiti a Idlib. Con suo padre, Mohammed va a lavorare in un negozio di maschernine, cercando di guadagnarsi da vivere nei tempi più bui. Ma dopo la guerra, è purtroppo arrivata la pandemia. Mohammed è uno dei tanti bambini fragili colpiti, nel mondo, dalle conseguenze del Coronavirus. Che non sono solamente quelle sanitarie. Racconta infatti: “Siamo tornati a scuola e hanno detto: ‘C’è il Coronavirus’. Abbiamo dovuto smettere subito”. Alla fine, Mohammed dice di aver chiesto a suo padre se poteva andare a lavorare con lui. Non aveva nient’altro da fare, dice.

Siria. Guerra e pandemia: esplode il dramma del lavoro minorile

L’UNICEF ​​ha avvertito che la pandemia ha ritardato di un decennio gli sforzi per ridurre il lavoro minorile tra i bambini rifugiati in Siria. Per i giovani che sono fuggiti dal paese, che vivono ancora nei campi profughi, ricevere un’istruzione di base offre loro un’ancora di salvezza. Ma l’epidemia di Covid-19 ha chiuso alcune delle loro scuole e costretto alcuni bambini a lavorare per sostenere le loro famiglie poiché i genitori sono colpiti dalla disoccupazione.


Ai.Bi. – Amici dei Bambini, con il partner locale Kids Paradise, è l’unica realtà umanitaria italiana presente sul territorio in quest’area ancora calda dal punto di vista militare, cercando di portare sollievo e beni di prima necessità agli sfollati di Idlib. Ma anche tu puoi fare molto per loro. Sostenendo la campagna “#Continuiamodaibambini. L’accoglienza non si ferma”, puoi sostenere questi bimbi e le loro famiglie.

Non lasciarli soli. Non lasciamoli soli.

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