Stop alla distruzione dei capi invenduti. Con Ai.Bi. la moda genera valore sociale, ambientale e umano

Il nuovo regolamento europeo sull’ecodesign introduce il divieto di distruggere i prodotti invenduti. Donarli ad Ai.Bi. significa trasformare uno “scarto” in un gesto concreto di solidarietà, generando valore ambientale, sociale ed economico insieme

Dal 19 luglio le grandi imprese del settore tessile e della moda non potranno più distruggere capi di abbigliamento, calzature e accessori invenduti o restituiti dai consumatori. Lo prevede il Regolamento (UE) 2024/1781 sull’Ecodesign per i prodotti sostenibili, che introduce il divieto di distruzione degli invenduti e impone alle aziende di privilegiare il riutilizzo, il riciclo, la riparazione e la donazione, favorendo un modello di economia sempre più circolare e responsabile.
La nuova normativa rappresenta una svolta non solo sul piano ambientale, ma anche su quello sociale. Ciò che fino a ieri era destinato allo smaltimento può, oggi, trasformarsi in una risorsa concreta per le persone più fragili, contribuendo a ridurre gli sprechi, le emissioni di CO₂ e il consumo di materie prime.

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Un aiuto concreto per chi ha più bisogno

È proprio in questa prospettiva che si inserisce l’impegno di Ai.Bi. – Amici dei Bambini, che da anni collabora con aziende del settore moda e della grande distribuzione per dare una seconda vita ai capi donati. Gli indumenti vengono destinati ai bambini, ai ragazzi e alle mamme accolti nelle oltre venti comunità e strutture di accoglienza della Fondazione, rispondendo ai bisogni quotidiani di famiglie che vivono situazioni di vulnerabilità.
Quando i capi non vengono distribuiti direttamente nelle comunità, continuano comunque a generare valore attraverso il Temporary Shop Solidale “Il Bello che Fa Bene”. Qui i prodotti donati dalle aziende e dai sostenitori dell’associazione vengono proposti nell’ambito di una raccolta fondi: il ricavato sostiene la continuità dei progetti di Ai.Bi. in Italia e nel mondo a favore dei bambini senza famiglia e delle famiglie in difficoltà.

Generare valore più volte

Nasce così un modello virtuoso di economia circolare ad alto impatto sociale, nel quale un capo di abbigliamento genera valore più volte: evita di diventare un rifiuto, riduce l’impatto ambientale, sostiene concretamente bambini e mamme accolti da Ai.Bi. e contribuisce al finanziamento di progetti di accoglienza, tutela dell’infanzia e cooperazione internazionale.

Capi invenduti: un’opportunità per le aziende

Per le imprese questa rappresenta anche un’importante opportunità per dare concreta attuazione ai propri obiettivi ESG (Environmental, Social & Governance). Se il beneficio ambientale è evidente, la dimensione Social (che, naturalmente, non sono “i social”, ma tutto ciò che ha a che fare con il sociale) assume un valore strategico. Trasformare le eccedenze in un aiuto concreto significa generare un impatto sociale misurabile, rafforzare il dialogo con gli stakeholder e contribuire agli obiettivi di sostenibilità richiesti da investitori, clienti e mercato.

Un percorso di responsabilità 360 gradi

La donazione delle eccedenze tessili si inserisce pienamente nella Corporate Family Responsibility (CFR) di Ai.Bi., un programma che accompagna le imprese nell’evoluzione della tradizionale Corporate Social Responsibility verso una sostenibilità che mette al centro le persone, le famiglie e le relazioni. Attraverso la CFR, Ai.Bi. costruisce partnership personalizzate che integrano donazioni in natura, volontariato aziendale, welfare, formazione e co-progettazione sociale, consentendo alle aziende di trasformare un obbligo normativo in un’opportunità concreta di creazione di valore condiviso.
L’articolo 83 del Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017) riconosce importanti agevolazioni per le erogazioni liberali effettuate a favore degli Enti del Terzo Settore. Per le imprese, le donazioni – comprese quelle effettuate in natura, come i capi di abbigliamento– sono deducibili dal reddito d’impresa entro il limite del 10% del reddito complessivo dichiarato.

A cura della redazione di Ai.Bi. Amici dei Bambini e del Faris – Family Relationship International School, la scuola di relazioni familiari, formazione e consulenza del Gruppo Ai.Bi.

Scopri tutte le proposte dedicate alle imprese nella sezione aziende del sito Ai.Bi. attraverso la pagina dedicata alla Corporate Family Responsibility.

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