Terzo rapporto ONU sull’infanzia in Siria: i bambini di età inferiore ai 10 anni hanno vissuto tutta la loro vita in guerra

L’uccisione e la mutilazione, il reclutamento e l’uso di bambini sono state le violazioni più gravi e diffuse verificatesi in Siria, dal luglio 2018 al giugno 2020: più di 2.700 bambini sono stati uccisi o mutilati da attacchi aerei, residuati bellici esplosivi e bombardamenti indiscriminati

Alzarsi la mattina con la paura di dover fuggire rincorso dal suono delle bombe. Perdere i propri amici, la propria casa, i propri giorni felici e la propria infanzia… anzi, non averla mai vissuta e sognare magari un vero campo di pallone dove poter giocare con i propri amici senza il timore di dover scappare… Molti di noi, fortunatamente, possono solo immaginare cosa voglia dire…

Eppure in Siria sono milioni i bambi intrappolati in un conflitto di cui non si intravede la fine. In un clima di violenza e di paura che dura da più di 10 anni. Ci pensate? In Siria ci sono bambini che sono nati in guerra e hanno vissuto tutta la loro infanzia in guerra, sopportando un livello di violenza scioccante.

“In Siria, i bambini di età inferiore ai 10 anni hanno vissuto tutta la loro vita in un Paese devastato dal conflitto- sottolinea Virginia Gamba, Rappresentante speciale del Segretario generale ONU per i bambini e i conflitti armati – Non hanno conosciuto altro che la guerra. Le conseguenze di una così prolungata esposizione alla violenza, alla violazione dei loro diritti fondamentali e allo stress, sono drammatiche e  destinate ad influenzare le generazioni a venire. È  della massima importanza dare  priorità ai diritti e ai bisogni di questi ragazzi e ragazze, anche nei colloqui di pace, per evitare una generazione perduta”.

Il terzo rapporto del Segretario generale sui bambini e il conflitto armato nella Repubblica araba siriana, stilato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ci obbliga a guardare al di là dei nostri confini, ci obbliga a fermarci e a riflettere.

Il rapporto copre un periodo di due anni: dal 1 luglio del 2018 al 30 giugno del 2020. Un arco di tempo che ha visto anche lo scoppio dell’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus e l’imposizione delle relative restrizioni, che hanno esacerbato ulteriormente la vulnerabilità dei bambini siriani e hanno ostacolato il lavoro degli operatori umanitari  di protezione dei minori.

Secondo il rapporto dell’ONU, il numero effettivo di gravi violazioni subito dai minori in Siria supera i 4.724 casi.

 L‘uccisione e la mutilazione, il reclutamento e l’uso di bambini sono state le violazioni più gravi e diffuse verificatesi: 1557 bambini sono stati uccisi e 1160 sono stati mutilati tra luglio 2018 e giugno 2020, da attacchi aerei, residuati bellici esplosivi e bombardamenti indiscriminati a terra di aree popolate da civili, mentre più di 1.400 bambini sono stati reclutati o utilizzati nel conflitto.

Di particolare preoccupazione è anche la tendenza emergente del reclutamento transnazionale di minori, in base al quale i bambini sono reclutati e formati in Siria per poi essere trafficati in Libia e ceduti ai gruppi armati al fine di partecipare alle ostilità.

Gli attacchi a scuole e ospedali sono stati la terza violazione più accertata.

Nei due anni del rapporto si sono contati 236 attacchi alle scuole, il 94% nella regione nord occidentale del Paese e sono stati 135 quelli rivolti a strutture mediche, con un grave impatto sui già fragili sistemi sanitari e scolastici.

  Anche per gli attori umanitari e per la fornitura di aiuti salvavita, la Siria continua  ad essere un luogo ad alto rischio, con 137 episodi di negazione di accesso all’aiuto umanitario verificatisi.

Inoltre, nel 2019, sono stati portati a termine 46 attacchi che hanno interessato 37 strutture idriche del Paese, quasi tutti nella Siria nord-occidentale, compromettendo l’accesso all’acqua pulita per oltre 700.000 persone.

 Un Sostegno a Distanza per i bambini siriani 

Il Rappresentante speciale del Segretario generale per i bambini e i conflitti armati ha inoltre sottolineato l’importanza di fornire un aiuto concreto ai bambini al fine di aiutarli ad affrontare gli effetti a lungo termine del conflitto che incidono sul loro benessere fisico e mentale.

Ai.Bi., presente nel nord ovest del Paese, per fornire aiuto e sostegno alla popolazione più vulnerabile, sfollata nei campi profughi di Idlib, proprio con l’obiettivo di aiutare i bambini siriani a lenire i traumi causati dalla guerra,  grazie al supporto del partner locale Kids Paradise,  ha realizzato tre giardini terapeutici, in tre scuole del territorio: a Kafruhin, Murin e Kreiz.

Sono infatti  ormai note le facoltà terapeutiche che il contatto con  la natura possono offrire e l’idea dei giardini terapeutici, nelle scuole siriane è stata accolta come una vera e propria bellissima novità! Obiettivo dell’iniziativa è quello di fornire ai bambini supporto psicosociale attraverso la realizzazione di attività ricreative e la cura di piccoli orti all’interno delle strutture scolastiche.

Aiuta anche tu Ai.Bi. a realizzare progetti ed attività a favore dei bambini siriani, vittime della guerra.

Con un Sostegno a Distanza di 25 euro al mese, potrai farlo!

Ai.Bi. ti terrà costantemente aggiornato, con report mensili sull’evoluzione dei progetti. Potrai conoscere le storie dei bambini, condividerne le gioie, le sofferenze, le speranze… insomma diventerà, se lo vorrai, anche “il tuo progetto” e potrai così monitorare da vicino ogni progresso, grazie a costanti aggiornamenti.

Pensaci! Il tuo aiuto per loro è davvero importante…

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