Cinisello Balsamo, neonato abbandonato in un sacchetto: è fuori pericolo

Il piccolo è stato trovato da una donna che passava e ora è ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano. Si riaccendono i riflettori sulla necessità di implementare le Culle per la Vita e la conoscenza del Parto in anonimato

Un neonato è stato trovato abbandonato in un sacchetto di plastica nel pomeriggio di lunedì 12 ottobre, in una piccola area verde di Cinisello Balsamo, paese alle porte di Milano. A notarlo è stata una donna che stava portando a spasso il cane: dopo aver sentito dei vagiti, si è avvicinata e ha subito allertato i soccorsi.
Il piccolo, un maschio di circa 4 chili, era nudo e aveva ancora attaccata parte della placenta. Nel sacchetto era stato lasciato anche un piccolo telo, presumibilmente per proteggerlo dal freddo. La donna lo ha avvolto nel proprio maglione e, in contatto con i sanitari e le forze dell’ordine, ha seguito le indicazioni per tenerlo sveglio e caldo fino all’arrivo dell’ambulanza.

Le condizioni del bambino

Il neonato è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Niguarda di Milano e ricoverato in terapia intensiva. Gli accertamenti hanno rilevato una lieve ipotermia, ma le sue condizioni generali sono state descritte come discrete e il piccolo è fuori pericolo.
Secondo le prime ricostruzioni, il bambino sarebbe nato circa due ore prima del ritrovamento. La prognosi indicata dall’ospedale è di 15 giorni.

Un figlio di tutta la comunità

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Volante, del commissariato di Cinisello Balsamo e della Squadra mobile della Questura di Milano. Gli investigatori hanno avviato gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto.
Il sindaco di Cinisello Balsamo, Giacomo Ghilardi, si è detto “sconvolto e incredulo”, definendo il piccolo “un figlio di tutta la comunità” e assicurando che verrà fatto tutto il necessario per proteggerlo.

Tutelare le mamme e i bambini

La vicenda riaccende la riflessione attorno alla fragilità di chi affronta una maternità in condizioni di isolamento e mancanza di supporto, ribadendo la necessità di comunicare meglio e più capillarmente tutte le possibilità che sono offerte alle future mamme in difficoltà. Delle Culle per la Vita Ai.Bi. ha parlato più volte, sottolineando la necessità di implementarne almeno una in ogni comune italiano. Ma, ancora di più, serve diffondere la conoscenza del Parto in Anonimato, prima vera risposta che la società può dare alle mamme che vogliono far nascere i loro bambini pur sapendo di non poterli (o non volerli) tenere. Perché anche questi bambini meritano una possibilità “vera” di nascere e le loro mamme di essere tutelate con l’adeguata assistenza garantita in una struttura ospedaliera, salvando due vite e aprendo le porte all’immediata adozione del nuovo nato.

A cura della redazione di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.
Dal 1983 al fianco dei minori in difficoltà, Ai.Bi. promuove la tutela dei loro diritti, la diffusione di contenuti informativi utili per giovani, minori e famiglie, e la sensibilizzazione sociale.